BOLOGNA L’ appuntamento è di gala. Lo sanno gli spettatori che confluiranno stasera al Palazzetto dello sport bolognese, in piazza Azzarita. Hanno conquistato un posto in prima fila o sulle gradinate, a seconda della cifra versata nella sottoscrizione per un nuovo Centro nutrizionale da costruire a Iringa in Tanzania. Lo spiega il programma diffuso dalla Curia. Lo reclamano gli ospiti del palcoscenico, alcuni premi Nobel per la pace come madre Teresa di Calcutta, alcune stelle di prima grandezza dello spettacolo come Nino Manfredi, della musica lirica e leggera come Katia Ricciarelli e Claudio Baglioni, assemblati tutti insieme dal microfono di presentazione di Gina Lollobrigida e Luciano Rispoli. Lo confermano gli sponsor d’ eccezione, Fiat e gruppo Ferruzzi. Infine, se non bastasse, c’ è il messaggio del Papa scritto apposta per l’ occasione; e, non ultima, la diretta che Rai 1 ha sollecitamente disposto. Alle 20,3O in punto comincia Un segno per la vita, il mega-show lanciato dalla Chiesa bolognese tra le manifestazioni conclusive del suo congresso eucaristico diocesano, che ha fatto dell’ 87 un anno speciale. Tanto che l’ importanza dell’ evento viene celebrata giovedì prossimo da don Giuseppe Dossetti, che scenderà apposta da Monte Sole dove ha fondato la comunità monastica La piccola famiglia dell’ annunciata, nella quale vive in eremitaggio. Parlerà sul tema Per la vita della città. Il giorno dopo, venerdì 2 ottobre, toccherà a monsignor Luigi Giussani, il fondatore e animatore di Comunione e liberazione, parlare sull’ argomento Per la vita della città. Ad introdurre gli incontri, entrambi a palazzo dei Congressi alle 21, sarà l’ arcivescovo di Bologna cardinale Giacomo Biffi. E’ lui, il pastore delle anime bolognesi nell’ Emilia rossa, l’ inventore del concerto spettacolo, il tanto atteso appuntamento di gala di stasera col sacro e il profano. Successore di Lercaro e di Poma, che hanno lasciato il segno nell’ epoca del muro contro muro prima e della reciproca indifferenza poi con il Comune rosso, Biffi è a Bologna da tre anni, nei quali ha lanciato uno stile. Ha coinvolto la città intera a discutere della sua omelia più famosa che teorizzava un’ Emilia sazia ma disperata, una definizione che fa ancora parlare. La discussione su questo tema, divenuto famoso come uno slogan, si è allargata ben oltre i confini cittadini. Ha polemizzato con lo stesso sindaco Renzo Imbeni sui mali dell’ animo bolognese, un popolo apparentemente in salute, ha scritto, ma alla ricerca del piacere per se stesso e quindi senza senso e senza scopo. Ha organizzato un convegno di due giorni sul tema Denaro e coscienza cristiana, al quale hanno partecipato finanzieri, economisti e banchieri, da Romano Prodi, a Guido Carli a Beniamino Andreatta. Tutti riuniti per discutere insieme agli uomini di chiesa, di economia, finanza e produzione, argomenti dei quali, dice Biffi, la chiesa ha il diritto-dovere di occuparsi. E con gli spettacoli ha già un rapporto diretto. Mesi fa ha chiesto a Lucio Dalla la musica per una video-predica da far circolare nelle parrocchie, nelle scuole, nei gruppi famiglia. S’ intitola Il giorno del sole, un’ allusione esplicita alla domenica (tema cardine del congresso eucaristico) da espropriare alla moda del week end per riconsegnarla alla riflessione e al riposo. E mentre tutti i vescovi della conferenza episcopale della regione criticano l’ abuso delle chiese usate come sale per i concerti, Biffi lancia il mega spettacolo di beneficenza di stasera per ottenere i 3OO milioni che servono a costruire un nuovo Centro nutrizionale in Tanzania. Un’ iniziativa sollecitata dal vescovo di Iringa perchè in quel paese le donne, dicono i rapporti sanitari occidentali, non sanno nutrire bene i bambini. Un fenomeno spesso scambiato per denutrizione, ma che è invece soltanto alimentazione sbagliata. Su questo punto già si scatenano le contestazioni allo spettacolo al Palazzo dello sport. Africa, un gruppo di studiosi di problemi del Terzo mondo (legato al Centro studi Donati), sarà stasera davanti all’ entrata del Palazzo dello sport. Vuol distribuire volantini e libri che raccontino la realtà di quei popoli. Non siamo contrari al concerto in sè dicono Tutto va bene, tutto aiuta. Ma discutiamo del metodo, gli sponsor per esempio, con i loro interessi in quei paesi. La mancanza di conoscenza e di rispetto per una cultura diversa dalla nostra. La gente partecipa, dà un po’ di soldi e si lava la coscienza. La Rai riprende lo spettacolo e nessuno si accorge che sul palco non c’ è neppure un gruppo africano. – di PAOLO CASCELLA
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