I POOH A SCUOLA CON IL WWF

By Senzamusica

Oggi i Pooh hanno un bosco, ma se avessero pensato prima ad utilizzare la carta riciclata per la copertina dei dischi e per tutto il materiale di promozione biglietti di concerti compresi, potrebbero avere una foresta. Grazie alla grigia copertina di Oasi, il nuovo album uscito alla fine di settembre prenotato a scatola chiusa per trecentomila copie, il più popolare dei gruppi italiani ha salvato ben 500 alberi adulti. E alla fine della tournée e della promozione del disco grazie alla carta impiegata gli alberi salvati diventeranno mille. Un ritorno alla natura, quello dei Pooh, che si è ufficializzato un anno fa con la decisone di sponsorizzare il Wwf: e in un anno, a parte gli alberi salvati, questa alleanza ha portato all’ ente morale grande popolarità oltre a una decina di migliaia di iscrizioni e altrettante richieste di informazioni. La fase uno, quella di sensibilizzazione al problema natura è conclusa. Ora per Roby Fachinetti, Red Canzian, Stefano D’ Orazio e Dodi Battaglia inizia la fase due, quella attiva. La prossima settimana infatti si recheranno in sei scuole medie italiane per parlare ai ragazzi di alberi che muoiono, animali in via di estinzione e, argomento che sta loro particolarmente a cuore, del riciclaggio della carta. I Pooh saranno lunedì a Napoli, martedì a Roma, mercoledì a Firenze, giovedì a Torino, venerdì a Milano e sabato a Treviso. E l’ attesa è già grandissima: certe scuole hanno chiesto di riceverli in un Palasport, per altre si è dovuto estrarre a sorte. A Napoli si sa già che avranno una platea di 700 ragazzi. Quello dei Pooh è un messaggio competente: a loro volta i quattro sono stati istruiti dal Wwf, ed ora sanno davvero tutto sull’ argomento. Fa un po’ impressione, per la verità, sentire Red Canzian che parla di cellulosa, di strane sostanze per colorare la carta riciclata, di 4 milioni e mezzo di tonnellate di legno (pari a 40 mila ettari di bosco) che vengono usate ogni anno per fabbricare carta nuova. L’ esperienzea con il Wwf è stata davvero importante per noi, ci ha permesso di quantificare il nostro ascendente sul pubblico, la nostra credibilità dice Stefano D’ Orazio. In questa missione crediamo davvero, ci crediamo nel nostro piccolo, basta vedere lo stato della natura in Italia. Non è difficile per noi: in venti anni abbiamo traversato il paese in lungo e in largo; vai in autostrada e già ti rendi conto di come, rispetto a dieci anni fa, sia cambiato il panorama. Per non parlare delle condizoni dell’ Adriatico e degli altri nostri mari. I Pooh non useranno un linguaggio cattedratico con i ragazzi delle scuole: anche perchè uno dei punti di forza del loro successo è la semplicità dei testi delle canzoni. Che in questo nuovo album hanno il sapore di un tempo, ritornano dolci e romantici, come le loro musiche. Sembra paradossale, ma la copertina di Oasi ci è costata di più di tutte le altre. Solo vicino a Treviso abbiamo trovato un po’ di carta riciclata; il resto lo abbiamo comprato all’ estero. Per la stampa poi, altri problemi. La carta riciclata assorbe più inchiostro… dice Canzian che ha anche intenzione di coinvolgere i suoi colleghi. In una prossima riunione dell’ Afi (Associazione Fonografici Italiani) proporremo che tutto il materiale cartaceo che riguarda la musica, copertine dei dischi, manifesti, biglietti dei concerti, dossier stampa, venga stampato su carta riciclata. La prossima tournée dei Pooh inizierà il 22 novembre a Napoli per proseguire il 24 a Roma, il 26 a Firenze, il 28 a Treviso, il 30 a Torino e il 2 dicembre a Milano. Un piccolo tour che però promette molto. Non sarà un palco con una scenografia vistosa dice Facchinetti La cosa più futuribile saranno le luci: avremo dei fari che compiono un giro di 360 gradi in meno di un secondo, meglio delle varylight. Il nostro pubblico è esigente, abituato a spettacoli ben curati e noi cerchiamo di offrire il meglio. All’ inizio e alla fine di ogni concerto i Pooh parleranno del Wwf e chiederanno al loro pubblico di recarsi presso i Panda point, che saranno presenti in ogni stadio, per iscriversi o informarsi. Un impegno sentito e costante, senza manie di grandezza o aspirazioni di internazionalità. Cosa ne pensano i Pooh del caso Baglioni sollevato dopo la partecipazione del cantautore al grande concerto di Torino a favore di Amnesty International? Cosa vuol dire la parola impegno? Uno può parlare d’ amore, di magliette fine o di sabati pomeriggio e allo stesso tempo credere nell’ uguaglianza dei diritti dell’ uomo…Certo, Baglioni avrebbe dovuto aspettarsi una reazione del genere da parte della stampa e del pubblico. La gente che va ad ascoltare lui non è proprio quella di Sting, Springsteen o Peter Gabriel. No, anche se ce l’ avessero chiesto noi non avremmo partecipato… – di LAURA PUTTI

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