Il più romantico dei cantautori ha preparato solo per Sorrisi una piccola enciclopedia in 25 voci dedicata ai sentimenti. Per chi è innamorato e per chi (momentaneamente) non lo è
Nei giorni del trionfo al cinema del “Manuale d’amore 2″e a una settimana da San Valentino, l’occasione era troppo ghiotta. Non capèita spesso di essere a tu per tu con colui che dell’Amore è considerato uno dei massimi cantori della musica. E tutti noi, si sa, di amore e dintorni non ne sappiamo mai abbastanza. Così, ecco che l’intervista si trasforma e diventa subito qualcosa d’altro (nelle intenzioni, un bigino dei sentimenti a nostro – e a vostro – uso e consumo). Claudio Baglioni si presta al gioco con grande disponibilità e divertimento. Il risultato è questo MAnuale d’amore (ma non solo) secondo Claudio che state per leggere. Buon San Valentino a tutti!
di CLAUDIO BAGLIONI
testo raccolto da Aldo Dalla Vecchia
AMORE ETERNO Esiste?Sì, Sicuramente. Poi non so se esiste l’unione e trna, la frequentazione per tutta la vita: però quella è un’altra cosa. Quello che so è che se sei stato innamorato sul serio di qualcuno, in qualche modo lo sarai per sempre.
BACIO Il pattopiù intimo che ci sia fra due persone. E’ un vibrante elemento erotico, il più forte di tutti. Io sono stato a lungo sacrificato sull’altare del bacio perche,avendo 13 anni, non sapevo come si baciava: quando per laprima volta ho baciato una ragazza, lei ha tenuto i denti serrati tutto il tempo. E il mio pensiero è stato: “Bè, se questo è un bacio, allora non me ne può fregar di meno”.
BELLEZZA Mi affascina tantissimo e mi attrae come credo attragga tutti. Chi non è attratto dalla bellezza ha poche speranze.
CANTARE La mia terapia personale, uno sfogo micidiale, il mio modo per “sanarmi” quando qualcosa non va. cantare fa bene sempre.
CHIRURGIA ESTETICA Sono quindici anni che si dice in giro che io mi sarei rifatto e non so più come rispondere. Ragazzi, sono tutto vero, che ci devo fare? Mi dispiace soltanto per mia madre che ogni volta, quando legge queste cose, ci rimane male! FABRIZIO DE ANDRE’Nella mia formazione musicale ha rappresentato l’idea di un mondo diverso da quello che raccontavano gli altri, perchè parlava dei vicoli di Genova, delle puttane, della aprola forte, di un mondo di emarginati. E’ stato con le sue canzoni che ho cominciato a suonare la chitarra, in spiaggia con gli amici.
INNAMORTAMENTO La fase alla quale tendiamo tutti: vorremmo sempre essere dentro l’innamoramento. E anche l’annuncio dell’amore, quel processo attraverso il quale lo fabbrichiamo. Perchè l’innamoramento è così straordinario? Perchè ci concede di compiere una trasfigurazione di noi stessi. Quasi mai siamo nella realtà quello che sembriamo in quella fase, però ci permette di dare una bella immagine di noi.LEGGEREZZA E’ stato grazie a un programma come “Aniuma mia”(1997), al quale ho partecipato con Fabio Fazio che ho capito che la leggerezza è un valore e non una cretinata. Adesso lo penso ancora più di prima.
MALE DI ME Quelòlo che io chiamo “il male di me” è una sensazione che credi comune a molte persone in certi momneti: un’invasione di sensazioni di desolazione, un vuoto che uno non sa come riempire. Sono sicuro anche che la malinconia è una sensazione che nasce con noi. Mi ricordo quando ero piccolo e mio padre tutte le sere ascoltava il giuornale-radio e c’era questa musicgetta della sigla che ogni volta mi metteva una tristezza prossima alle lacrime.
NASO Io, che bello non sono mai stato, con gli anni sono migliorato e adesso non mi dispiaccio per nulla. Ho persino fatto pace col mio naso, che prima cercavo di nascondere il più possibile in tutte le fotografie.
NOSTALGIA All’inizio mi dava fastidio l’idea della nostalgia e cercavo di superarla: parlo di quando avevo 20 anni e pensavo che bisognava sempre essere proiettati in avanti.Poi invece, ho imparato ad amarla. Per me è una specie di macchina spazio-tempo alla “Star-Trek” che ti permette di non perdere tutto, specialmente nel caso di persone che non ci sono più. La nostalgia ogni tanto ce le riporta e ce le fa riodorare e riassapoprare.
OLTRE Una parola che mi piace, al punto da averla scelta come titolo di un mio disco del 1990. L’oltre è quello che c’è dopo l’orizzonte, al di là del cielo, ancora più dentro di quello che abbiamo già visto guardandoci dentro. E’ il motore stesso della nostra esistenza, la domanda finale, quella che racchiude tutte le altre. PUBBLICO E PRIVATO La mia parte pubblica è molto più affascinante di quella privata. Un po’ come Superman, che nella vita di tutti i giorni è uno qualunque, anzi un vero e proprio Nerd (termine inglese che sta per “imbranato”).
QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE Un nume tutelare, un totem…E come tutti i totem, prima o poi ti viene voglia di sradicarlo. Negli anni, durante i concerti, ho cercato in tutti i modi di cambiarla. C’è stato un periodo che mi divertivo a cantarla sempre in modo diverso. Finchè una volta una signora mi apostrofò:”Lei non si deve più permettere di stravogerla così, perchè questa canzone non è più sua: addesso appartine a noi!”.Quella signora a veva ragione: non bisogna mai fare i baffi alle vecchie foto.
QUOTIDIANITA’Una sfidaenorme per chi vuole stare insieme, specie al giorno d’oggi in cui tutti noi siamo perennemente distratti dalle sirene più svariate. Nemmeno Ulisse avrebbe resistito in questa società.
SOLITUDINE A lungo è stata la mia condizione naturale, al punto che una mia canzone si intitola “Solo”. Sono figlio unico e sono cresciuto in solitudine. Quando ero piccolo chiedevo a mia madre: “Ma perchè so’ sempre solo?” E lei: “Non c’abbiamo si soldi per comprare altri bambini”. Allora io mettevo le monetine da parte e poi andavo da lei e mia madre mi guardava, scuoteva la testa e diceva: “No, non sono ancora abbastanza. I bambini adesso sono rincarati”…SOPOT Città della Polonia famosa per un festival musicale al quale parteciapi quand’ero molto giovane. Erano gli anni del blocco sovietico e nell’aria si sentiva. Vinsi il Premio della critica e questo mi diede la possibilità di fare diverse tournèe da quelle parti, in un momento in cui in Italia non ero ancora famoso. Per me è stata un’esperienza umana indimenticabile. Mi innamorai a tal punto di quei posti che più tardi ci scrissi una canzone :”Ragazze dell’Est”.
SOPRANNOMI “Agonia” è il soprannome che da ragazzo mi avevano dato gli amici del bar Prenestino (un quartiere di Roma ndr): Gli altri erano “er Sorcio”, “er Mastino”, “er Galleggiante”, così detto perchè faceva l’idraulico. Io ero stato ribattezzato “Agonia” perchè ero quello più magro e più bianco di pelle. Inoltre vestivo tutto di scuro e avevo gli occhiali grossi tipo cinemascope.
SUCCESSO Ho cominciato ad avere successo quando pensavo di lasciare. Oggi continuo a lavorare per cercare di meritarmelo.
TELEVISIONE Ultimamente è sovreccitata, in erezione perenne 24 ore su 24.
TIMIDEZZA A me le persone timide piacciono: un po’ percjè mi ci riconosco, un po’ perchè sento che chi è timido è anche particolarmente sensibile e per questo ha una marcia in più, una “pelle” più ricettiva.
VECCHIAIA Credo che nessuno sia esente dal timore della vecchiaia. Ioogni tanto vedo dei miei coetanei di 55 anni e mi sembrano dei vecchi. E comunque, da lontano, la vecchiaia comincio a intravederlaanche io: oggi faccio molte più cose una volta, mentre prima avevo molto più tempo anche per non far niente. E quando ti rendi conto di questo, vuol dire che il tempo comincia a mancare.
Grazie a www.giospecial.splinder.com