Baglioni, viaggio nei ricordi

By Radiocucaio

Una festa di canzoni e di note. Difficile definire diversamente lo show di Claudio Baglioni andato in scena ieri sera a Montichiari, in un Palageorge praticamente esaurito in ogni ordine di posto. Erano quattromila i fans bresciani accorsi all’appello del cantautore romano, ormai entrato nel quinto mese del tour di «Tutti qui»: una saga della memoria che ha preso avvio a novembre, e che, a quanto sembra, andrà avanti fino ad aprile inoltrato. Fino ad oggi lo spettacolo è stato un successo trionfale: sold out in tutte le date, raddoppi in varie città, un senso di grande armonia fra palco e platea perpetuato dalla felice intuizione lanciata da Baglioni a fine 2005 con il primo volume dell’antologia «Tutti qui». Un best seller da 300 mila copie, che se da una parte non ha fatto che acuire la crisi di un mercato dove la musica nuova ed inedita è sempre più difficile da promuovere e da vendere, dall’altra ha consentito a Baglioni di costruire un nuovo, divertente capitolo nella sua ormai quarantennale carriera.
Di antologie, dopo quel primo fortunato volume, ne sono arrivate altre due: ed il successo si è rinnovato. E’ piaciuta ai fans questa volontà autosmitizzante di Baglioni di rileggere il proprio percorso artistico, ritrovando canzoni che il tempo sembrava aver sepolto e riannodando il filo dei ricordi con un la pazienza di un archivista vecchio stile.
Più o meno, lo stampo del progetto discografico si è trasmesso all’impianto dello spettacolo, probabilmente uno dei più divertenti e scanzonati mai proposti dall’artista nella sua carriera. Libero dai condizionamenti della ricerca espressiva che hanno a tratti pesato sulla sua produzione recente, questo Baglioni sembra godersi pienamente la sua dimensione puramente popolare, felice di dare al suo pubblico semplicemente quello che ha sempre voluto. Il che significa canzoni, un mare di canzoni, le più amate, masticate, stornellate e conosciute della sua discografia.
Alla fine delle tre ore di show di ieri sera, se ne sono contate una cinquantina, come a dire tutte quelle che vi potrebbero venire in mente della storia di Baglioni, molte delle quali spremute e compresse in una serie di simpatici medley tematici che hanno consentito di ampliare l’offerta della scaletta, rendendola generosa come quasi solo una scaletta dei Pooh oggi riesce ad essere.
La quantità non è naturalmente andata a scapito della qualità. Difficilmente succede, a questi livelli. E Baglioni ha saputo come al solito dare al tutto una coesione di grande professionalità, sfoggiando tra l’altro una prestanza vocale invidiabile in tre ore a squarcigola com’è tipico del suo stile.
Certo, è stato un concerto forse eccessivamente autocelebrativo, forse un po’ sterile in quel suo contenersi all’effetto karaoke, ma di sicuro il pubblico non avrà rimpianto i soldi spesi per i biglietti. Quasi tutti, c’è da esserne certi, avranno lasciato il Palageorge con un ricordo destinato a restare.

 

di Claudio Andrizzi

Fonte http://www.bresciaoggi.it/storico/20070308/Spettacoli/Aaa.htm

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