Grazie ad Alberta Beccaro dalla lista di Reginella.net
Non ho più aggettivi per descrivere i concerti di Giovanni Baglioni, ma meglio di ogni parola valgano, a tal fine, l’intensità e la lunghezza (a volte pressoché interminabile) degli applausi del pubblico presente in sala al Palazzo del Turismo di Montegrotto Terme, Padova, ieri sera, nonché le pressanti richieste di bis.
Ho avuto la sensazione che, inizialmente, Giovanni fosse un pelino più contratto rispetto all’usuale, ma ben presto si è totalmente abbandonato all’onda in piena del suo personale – ed assolutamente palese – godimento nel suonare … ed anche nello spiegare, con le sue doti di accattivante affabulatore, tanti piccoli e grandi aspetti del suo chitarrismo, della sua attività compositiva e del rapporto con i suoi “numi tutelari” in materia di acustica.
In particolare su Ritual Dance di Hedges, brano già assai “tribale” di per sé, ieri sera l’ho visto ancor più ispirato del solito … quasi sembrava uno sciamano posseduto da qualche forza misteriosa, muovendosi tutto, al ritmo della magnifica musica che si sprigionava dalla sua stessa chitarra.
Sempre con una marcia in più (in termini di dolcezza e sentimento), ad avviso mio e non solo mio(ma anche di tutti i miei amici fortysomething che lo vedevano – ieri – suonare per la prima volta), sono poi i brani di sua personale produzione, quattro dei quali eseguiti sul palco (Pino e Passione, nonché i bis Dalla Cenere e Bijoux).
Inaspettato e grazioso il momento a sorpresa, a fine concerto, in cui il padre (comparso fra il pubblico; domani il suo tour fa tappa a Verona, non lontano da Montegrotto) è salito sul palco oltrepassando il sipario chiuso, dietro il quale il nostro giovanotto stava riponendo strumenti ed amplificazione.
Dopo un po’, in ogni caso, anche i molti che attendevano l’uscita di Giovanni (per fare un po’ di backstage con lui, nella sua usuale, amabile e disponibilissima maniera) non sono rimasti delusi. Anzi.
Ciao a tutti
Alberta