40 opere originali in vendita a Roma il 17 marzo al Palazzo delle Esposizioni, dal 18 al 27 al Museo dei Fiorentini
L’Associazione Sergio Valente continua a sostenere la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica e lo fa con la VII edizione de L’arte nell’uovo di Pasqua che riunisce pittori, scultori e designer: insieme per sconfiggere la malattia genetica grave più diffusa ma ancora troppo poco conosciuta
Madrina della serata inaugurale, ricca di ospiti, Edwige Fenech
Tra gli autori delle opere anche Claudio Baglioni e Giuliano Gemma
Si rinnova l’impegno di Sergio Valente a favore della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica: dopo il successo dell’iniziativa Il Natale dei 100 Alberi d’Autore, il cui ricavato ha permesso alla FFC di adottare nuovi importanti progetti di ricerca, l’Associazione Sergio Valente presenta la VII edizione de L’arte nell’uovo di Pasqua: 40 opere per rielaborare l’uovo, simbolo di nuova vita, plasmato dall’estro e dalla fantasia di pittori, scultori e designer.
Presentato da Edwige Fenech, l’evento si terrà a Roma e sarà inaugurato il 17 marzo nel corso di una esclusiva serata ad inviti presso il Palazzo delle Esposizioni, ingresso via Milano, sulla Terrazza Open Colonna. Le opere verranno poi esposte e messe in vendita dal 18 al 27 Marzo presso il Museo dei Fiorentini di via Acciaioli 2.
Nata nel 2002, L’arte nell’uovo di Pasqua ha finora coinvolto 200 artisti con il prezioso sostegno di protagonisti dello spettacolo, del cinema e della televisione e rappresenta una delle iniziative di solidarietà più attese. Moltissimi i personaggi che hanno già aderito alla VII edizione e saranno presenti per incentivare la vendita: Claudio Baglioni e Giuliano Gemma (che personalizzeranno due delle 40 uova d’autore), Tosca d’Aquino, Anna Fendi, Michela Quattrociocche, Arianna Marchetti, Stefano Dominella, Irene Ferri, Iaia Forte, Elena Russo, Nadia Rinaldi, Candida Morvillo, Maria Pia Garavaglia, Yvonne Sciò, Maruska Albertazzi, Fabio Fulco, Sonia Grey.
Matteo Marzotto, vicepresidente e cofondatore della Fondazione, farà gli onori di casa.
L’acquisto delle opere permetterà di proseguire la decennale battaglia dell’onlus che promuove e sostiene progetti di ricerca accuratamente selezionati da un Comitato Scientifico internazionale.
Che cos’è la fibrosi cistica
La fibrosi cistica (una volta meglio conosciuta con il nome di mucoviscidosi) è la malattia genetica grave più diffusa tra le popolazioni di razza bianca. Non ha ancora trovato la via della guarigione ma può essere sconfitta da un’accurata ricerca scientifica.
Trasmessa dai genitori, il più delle volte ignari di essere portatori sani di un tratto genetico alterato, si esprime con diversi gradi di gravità: il gene CFTR, responsabile della malattia, invalida le funzioni delle cellule epiteliali e quindi non permette il funzionamento di organi ricchi di secrezioni, come bronchi, polmoni, pancreas, fegato.
La fibrosi cistica è una malattia che prostra chi la vive e chi gli sta accanto. In Italia sono quasi tre milioni le persone che a loro insaputa possono trasmettere il gene mutato ai loro figli. I malati di fibrosi cistica attualmente censiti sono circa 5.000, ma si stima che siano in realtà molti di più. L’incertezza nei dati dipende dal fatto che in molte Regioni non c’è ancora sufficiente consapevolezza della malattia e quindi attitudine a diagnosticarla precocemente (in pochi sanno, ad esempio, che è ora possibile effettuare la diagnosi prenatale della malattia, attraverso l’analisi genetica sul feto mediante villocentesi alla 10a settimana di gravidanza; oppure che è possibile effettuare un test per scoprire se si è portatori sani del gene mutato).
Negli anni, grazie alla ricerca scientifica e clinica, nonché alla meticolosa passione di alcuni medici, le condizioni di vita dei pazienti sono via via migliorate e sono aumentate le aspettative di vita: oggi un malato di fibrosi cistica può sperare di vivere oltre i quarant’anni. Gli ultimi anni sono però spesso anni di sopravvivenza.
Il punto sulla ricerca
I progetti di ricerca che la Fondazione ha finanziato (100 avviati, 47 dei quali già conclusi) seguono cinque grandi linee di sviluppo, corrispondenti ad altrettanti capitoli fondamentali della malattia FC: Fisiopatologia della proteina CFTR e Terapie del Difetto di Base, Infiammazione, Genetica Applicata, Microbiologia di Base, Microbiologia Applicata, Clinica ed Epidemiologia.
I ricercatori che la Fondazione ha coinvolto nella sfida, fare della ricerca FC di qualità in Italia, sono più di 300. Lavorano in laboratori ed enti distribuiti su tutto il territorio nazionale. In prevalenza sono personalità attive già da tempo nel campo FC, operanti in strutture avanzate e attrezzate in maniera specifica per la ricerca sulla malattia; ma non mancano nomi nuovi per la FC, che hanno dato vita a poli di ricerca che mettono a frutto esperienze derivate da altri campi.
Sono tutti dotati di due caratteristiche speciali: la capacità di aggregarsi, dividendosi i compiti della ricerca secondo le competenze polidisciplinari oggi indispensabili per la realizzazione di progetti validi; e la decisione di accettare, a garanzia della qualità del lavoro svolto, il meccanismo di valutazione dei progetti esercitato dagli esperti della Fondazione.
Per ulteriori informazioni sulle iniziative e i progetti finanziati dalla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica:
www.fibrosicisticaricerca.it
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Nicolò Gallio
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28 Maggio 2009 alle 20:28
Hola, me gustaría poder asistir al evento de ” El arte del huevo de Pasqua”, soy doctora y me gusta ayudar a personas con problemas, más a los pequeños, que apenas inician esta vida, quisiera saber si puedo acudir el próximo año a la inauguración, para adquirir alguna pieza, saber si necesito alguna invitación y saber con quien me puedo poner en contacto. Muchas gracias, espero sus noticias.
Armida