Andria, “Oggi Sposi” ieri sera al Teatro Astra
Un mix di poesie, battute da avanspettacolo e citazioni letterarie sul tema dell’amore
La reticenza delle coppie verso il matrimonio e le difficoltà della vita coniugale sono raccontate in maniera dissacrante in “Oggi sposi”, spettacolo teatrale con Ippolito Chiarello e Luigi Bubbico andato scena ieri sera al Teatro Astra.
Esilarante e coinvolgente, l’attore descrive il rapporto tra amore e matrimonio in modo originale, attraverso le parole dei grandi della letteratura italiana e straniera, inframmezzate dalle massime della saggezza popolare, dalle canzoni di Fred Buscaglione, Totò, Mina, Claudio Baglioni e da alcuni divertenti aneddoti sulle delusioni d’amore e sull’agognato giorno delle nozze. Il divertente monologo si avvale dell’accompagnamento musicale di un pianista che nel contempo funge da spalla, come si conviene nella tradizione del varietà comico grottesco.
Dalla magia dell’innamoramento, quando si vive in funzione della persona amata e ci si nutre del suo amore, alla vita matrimoniale sembra intercorrere un abisso: dopo il fatidico sì si spengono gli ultimi barlumi di romanticismo, il cuore riprende il suo battito regolare, l’amata si priva di quell’aura dorata che la rendeva agli occhi dell’innamorato quasi un essere soprannaturale, una creatura angelicata di dantesca memoria, per diventare moglie e madre. Tra una citazione colta e un lazzo l’istituzione matrimoniale viene ironicamente presentata come la tomba dell’amore; la vita di coppia consacrata dal “finchè morte non vi separi” e suggellata dalla promessa di fedeltà eterna diventa una prigione asfissiante e opprimente, secondo il binomio pirandelliano del matrimonio-trappola. All’amore subentra così l’abitudine, il desiderio e la passione cedono il passo al grigiore della vita quotidiana e alle strette maglie del reticolo dei diritti e dei doveri coniugali.
Eppure la vita di coppia ha sempre rappresentato nella storia dell’umanità un traguardo ambito e sofferto: la tragedia di Romeo e Giulietta e il peccaminoso bacio di Paolo e Francesca rivivono attraverso i versi recitati con maestria da Chiarello.
Lo spettacolo si rifà ai canoni del varietà e ai modi dell’avanspettacolo, spaziando dal serio al comico, dalla lirica di D’Annunzio e Pessoa al repertorio della musica leggera contemporanea e non, con un divertente alternarsi di toni, stili e registri.
La comicità si fonde con le forme del teatro di ricerca, regalando allo spettatore momenti di ilarità intervallati da poesia colta e citazioni letterarie.