di PATRIZIA SALADINIROMA – «Indubbiamente e una bella impresa quella del sabato sera dopo quella sostenuta con Il treno dei desideri e dopo la quotidiana Prova del cuoco», dice Antonella Clerici che proprio da sabato, e per quattro puntate, conduce su Raiuno alle 21.10, Ti lascio una canzone. Si tratta di nuovo programma, prodotto dalla Rai in collaborazione con Ballandi Entertainment, in cui protagonista sarà la musica e i brani che hanno segnato di volta in volta la vita italiana. Ma non finisce qui perché ad interpretarli saranno dei giovani, anzi giovanissimi, con età compresa tra i nove e i sedici anni. Ospite della prima puntata Liza Minnelli.
Come mai questa estrosità?
«Veramente è nato tutto per caso. Dovevamo fare un programma dal teatro Ariston di Sanremo. E l’Ariston è il luogo preposto al canto. Potevamo invitare cantanti noti e big e invece Roberto Cenci ha scelto di aprire il palcoscenico della rassegna sanremese ai giovani. Non è un talent show, come qualcuno ha erroneamente detto, ma una trasmissione in cui la vera protagonista è la musica leggera».
Chi eleggerà la canzone “regina”?
«Una giuria composta da genitori vip e i telespettatori da casa. Ogni sabato si esibiranno sedici ragazzi e i loro brani verranno sottoposti al gradimento dei votanti».
A proposito di gradimento, secondo lei perché l’ultimo festival è stato così penalizzato negli ascolti?
«Credo che sia tempo di cambiare. A mio avviso vista la professionalità e la bravura, indiscutibili, sia di Pippo Baudo che di Piero Chiambretti il danno è arrivato per colpa dei tempi troppo lunghi. Il festival sarebbe stato più gradito se fosse durato tre giorni. Credo che il pubblico abbia bisogno davvero di qualcosa di nuovo. Ormai i programmi musicali sono all’ordine del giorno su tutti i canali sia in chiaro che satellitari. Dirò di più. Anche il Sanremo di Bonolis che andò benissio e al quale ho partecipato, proposto oggi sarebbe troppo vecchio. Ma non saprei davvero quali potrebbero essere le idee innovative. Se avessi questa “saggezza”, con una bacchetta magica trasformerei tutta la televisione».
Il sabato sera è ostico in questo periodo, non la intimorisce un po’ affrontare una corazzata come quella de La Corrida?
«Ormai sono abituata a tutto. Con il Treno mi sono trovata di fronte C’è posta per te con una incredibile Maria De Filippi. Erano due show molrto simili. Nonostante tutto dopo i primi testa a testa siamo stati sempre secondi ma con orgoglio. Forse se il programma avesse avuto una collocazione diversa, il venerdì per esempio, il risultato sarebbe stato diverso. La Corrida è una trasmissione che non può essere paragonata con Ti lascio una canzone. E noi ci accontenteremo del 20-22 per cento di share».
C’è una canzone che le è rimasta nel cuore?
«Sì, E tu di Claudio Baglioni. Mi ricorda il mio primo bacio».
Come mai questa estrosità?
«Veramente è nato tutto per caso. Dovevamo fare un programma dal teatro Ariston di Sanremo. E l’Ariston è il luogo preposto al canto. Potevamo invitare cantanti noti e big e invece Roberto Cenci ha scelto di aprire il palcoscenico della rassegna sanremese ai giovani. Non è un talent show, come qualcuno ha erroneamente detto, ma una trasmissione in cui la vera protagonista è la musica leggera».
Chi eleggerà la canzone “regina”?
«Una giuria composta da genitori vip e i telespettatori da casa. Ogni sabato si esibiranno sedici ragazzi e i loro brani verranno sottoposti al gradimento dei votanti».
A proposito di gradimento, secondo lei perché l’ultimo festival è stato così penalizzato negli ascolti?
«Credo che sia tempo di cambiare. A mio avviso vista la professionalità e la bravura, indiscutibili, sia di Pippo Baudo che di Piero Chiambretti il danno è arrivato per colpa dei tempi troppo lunghi. Il festival sarebbe stato più gradito se fosse durato tre giorni. Credo che il pubblico abbia bisogno davvero di qualcosa di nuovo. Ormai i programmi musicali sono all’ordine del giorno su tutti i canali sia in chiaro che satellitari. Dirò di più. Anche il Sanremo di Bonolis che andò benissio e al quale ho partecipato, proposto oggi sarebbe troppo vecchio. Ma non saprei davvero quali potrebbero essere le idee innovative. Se avessi questa “saggezza”, con una bacchetta magica trasformerei tutta la televisione».
Il sabato sera è ostico in questo periodo, non la intimorisce un po’ affrontare una corazzata come quella de La Corrida?
«Ormai sono abituata a tutto. Con il Treno mi sono trovata di fronte C’è posta per te con una incredibile Maria De Filippi. Erano due show molrto simili. Nonostante tutto dopo i primi testa a testa siamo stati sempre secondi ma con orgoglio. Forse se il programma avesse avuto una collocazione diversa, il venerdì per esempio, il risultato sarebbe stato diverso. La Corrida è una trasmissione che non può essere paragonata con Ti lascio una canzone. E noi ci accontenteremo del 20-22 per cento di share».
C’è una canzone che le è rimasta nel cuore?
«Sì, E tu di Claudio Baglioni. Mi ricorda il mio primo bacio».