
ROMA, 15 apr – La prima buona notizia è che quest’anno, risultato delle elezioni a prescindere, il Concertone del primo maggio a Roma si farà lo stesso. La seconda è che a condurlo sarà uno degli attori più bravi ed eclettici del cinema italiano, Claudio Santamaria, che di musica ne capisce non poco, visto che suona (amatorialmente) in un gruppo e che è reduce dal successo televisivo di Rino Gaetano, in cui ha dimostrato di possedere una bella voce e una grande presenza scenica.
Tema politico del concerto saranno le morti bianche e la sicurezza sul lavoro. Tema artistico, l’omaggio ai 70 anni del molleggiato Celentanoe le canzoni del ’68, anno importantissimo per la musica. Quello, per intenderci, in cui nascevano i Led Zeppelin, usciva White album dei Beatles con le indimenticabili Revolution ed Hey Jude, Azzurro di Conte e Celentano era al primo posto dei 45 giri e due album di De Andrè i più venduti tra i 33.
Tra gli artisti che saliranno sul palco quest’anno i Subsonica, il ritorno di Elio e le storie Tese, Caparezza, Afterhours, Irene Grandi, Baustelle (la loro hit Charlie fa il surf è il tormentone del momento) Aprés la classe, Marlene Kuntz, Enzo Avitabile, Raiz, Sud Sound System, Tricarico, Bisca Zulu.
Ad aprire la diretta della serata, altre grande novità di quest’anno, ci sarà una All star jazz band guidata da Stefano di Battista e Fabrizio Bosso. Inoltre, un gruppo di attori si alternerà sul palco per leggere articoli di giornali, poesie e racconti inerenti al tema della sicurezza sul lavoro.
Un programma denso e ricco, che ha già provocato non poche ansie al futuro conduttore Santamaria: «Gli autori stanno cercando di tranquillizzarmi (ovviamente mentendo) ma credo che farò alcune sedute di psicanalisi prima di affrontare quelle 500.000 persone…».
Sembri terrorizzato all’idea di questa conduzione. Perché hai accettato?
In realtà quando me l’hanno proposto ero molto spaventato. Ci ho pensato bene e anche se non è il mio lavoro fare il presentatore penso che quello sia un grande spettacolo e sento di potermi muovere su un territorio che mi è famigliare. Credo che il primo maggio sia il vero grande palco della musica rock e visto che a me piace il rock piuttosto che il melodico, alla fine ho deciso di accettare questa proposta. Spero ci sarà la possibilità di duettare con alcuni artisti, oltrechè presentare i gruppi che amo ascoltare.
Che conduttore sarai?
Ecco, diciamo che non sono da frasi tipo: “Ciao Romaaaa”. Ma poi chissà, magari mi verranno pure spontanee e capirò perché i presentatori urlano sempre quando sono sul palco.
Lo guardavi da spettatore il concerto?
Sì, una volta l’ho anche seguito da dietro le quinte con il pass. Però certo trovarmi di fronte tutte quelle persone mi terrorizza.
Ma non ti è mai capitato di esibirti di fronte a un pubblico vasto?
Una sola volta, al festival delle letterature di Massenzio. Lessi un testo di Carofiglio di fronte a 2000 persone.
Con quale musica sei cresciuto?
Prince, Depeche Mode, Cure. In realtà ero partito con Michael Jackson poi mio fratello era un fan del “principe di Minneapolis” e mi sono convertito. Diciamo comunque tutta la corrente New Wave degli anni ’80, con i i Depeche al top. Senza dimenticare i Duran Duran, i primi U2 e i Doors, che andavano tanto di moda allora.
Nessun italiano?
Poco o nulla, in quegli anni ero per gli stranieri. Poi ho cominciato con i primissimi Litfiba, gli Almamegretta. E in un secondo tempo ho scoperto i cantautori: De Andrè, Gaetano e pure Baglioni.
E Celentano, visto che quest’anno l’omaggio è dedicato a lui?
Beh, le sue cose vecchie mi piacevano moltissimo. Ma quando ero proprio piccolo, ai tempi di Me lo compri papà? (che era di Morandi, ndr).
Riproporrai anche alcuni successi di Gaetano, visto che ormai sei il suo alter ego cinematografico?
Non credo, sono già stati fatti tanti omaggi a Rino nelle passate edizioni del concerto. Però in effetti lui ha scritto diverse canzoni sul lavoro, che è il tema di quest’anno, e non è detto che non decida di fare qualcosa.
Duetterai con gli artisti. Ma canterai soltanto o suonerai pure la chitarra?
No, mi limiterò a cantare. Con la chitarra si vedrebbe troppo il tremore delle mani!