Giovanni, giovane talento della chitarra acustica
Grazie ad Alberta della ML di Parole in viaggio
Giorni fa sono andata al Centro Culturale Candiani di Venezia Mestre a prendere i biglietti per il concerto - letteralmente “sotto casa mia”, o quasi - di Giovanni Baglioni al quale ivi assisterò martedì 20 maggio (assieme ad un nutrito gruppo di amici i quali, data l’inesistente distanza chilometrica, si sono stavolta lasciati subito convincere da me ad essere presenti… :-)).
Vi lascio quindi l’immagine del poster ufficiale del concerto nonchè il testo della cartolina ufficiale di presentazione dell’evento, reperibile presso la biglietteria del Candiani.
Per la cronaca, la chitarra imbracciata da Giovanni in questa suggestiva inquadratura - recante in bella evidenza l’autografo fattogli anni fa dal grande chitarrista australiano Tommy Emmanuel - è quella da lui meno utilizzata in assoluto (ormai, che io sappia, la usa in concerto solo per eseguire la cover di “Air Tap!”, del canadese Erik Mongrain, nonchè la cover di “Initiation”, dello stesso Tommy Emmanuel), ossia la Takamine PSF15C; in tutti gli altri casi Giovanni suona una Martin J-41 Special.
Ciao a tutti ![]()
Alberta

GIOVANNI BAGLIONI, GIOVANE TALENTO
DELLA CHITARRA ACUSTICA CONTEMPORANEA
Giovanni Baglioni fra i pochi “figli d’arte” capaci di scrollarsi di dosso, a colpi di talento, il peso d’un cognome che potrebbe risultare non poco ingombrante, giovane ma già acclamato chitarrista acustico sarà per la prima volta dal vivo nell’area veneziana. Gli anni di esperienza sono pochi, eppure la passione sa far miracoli. Ad un’infanzia segnata dal regalo di una chitarra classica, segue un’adolescenza ricca delle più varie esperienze chitarristiche, tutte a loro modo stimolanti e formative, anche se nessuna in realtà determinante nell’influenzare l’originale svolta acustica intrapresa nel 2000. L’allora teenager passava con eclettismo dalle cover dei Led Zeppelin e Red Hot Chili Peppers ad altre situazioni, talora elettriche, altre volte acustiche, ma anche all’accompagnamento in concerto delle canzoni del padre, il cantautore Claudio Baglioni. Queste esperienze sfociano nel 2005 in un paio di riusciti originali arrangiamenti per sola chitarra di composizioni paterne degli anni Novanta, Nudo di donna e Vivi.
Giovanni decide di passare al solismo acustico dopo avere ricevuto in regalo da un amico l’album Only, di Tommy Emmanuel. Il virtuoso chitarrista australiano diventa subito una grande passione musicale e, allo stesso tempo, un modello ispiratore. Nel 2004 riesce a duettare in jam-session proprio con Emmanuel, durante una Master Class tenuta in Italia dall’artista australiano. Non molto tempo dopo il giovane Baglioni incontra Pino Forastiere, che diventa suo maestro, mentore e amico, ma soprattutto lo mette in contatto con un’altra faccia del chitarrismo solista, ossia il mondo di Michael Hedges e dei suoi migliori epigoni. In un primo momento Giovanni cerca di affinare le proprie doti di chitarrista acustico proprio sui pezzi di Hedges (dalla pietra miliare Aerial Boundaries a The Rootwitch, da Ritual Dance alla postuma Arrowhead, con i suoi visionari quattro “re” nell’accordatura) e di Forastiere, soprattutto quello dell’album Rag Tap Boom. Ancor oggi queste opere dei suoi “numi tutelari” formano, assieme a più sporadiche incursioni in territorio canadese, una parte non trascurabile del suo repertorio.
Ma anche i brani originali vanno ormai giustamente prendendosi, nelle sue esibizioni dal vivo, uno spazio sempre maggiore, quasi preponderante. Il giovane artista romano sembra avere una vena compositiva personale, già inconfondibile. Anche se, col passare del tempo, le composizioni di Baglioni si sono fatte sempre più articolate e complesse, la forza evocativa del suo chitarrismo non viene mai sopraffatta dalla pur consumata abilità tecnica, riuscendo a dosare con parsimonia le tecniche percussive facenti capo al “tapping”, da lui apprezzate e praticate.