di MARCO MOLENDINI
Gigi D’Alessio è ormai una figura istituzionale della canzone nazionale. I suoi dischi hanno largo mercato e le sue canzoni raggiungono un pubblico ad ampio spettro, recentemente ha messo il naso anche fuori dai confini nazionali. Tutto ciò è il risultato di una carriera partita dal basso e che si è imposta perfino con rapidità sulla linea di una continuità melodica su uno stile diventato personale dopo essere nato e cresciuto sulla strada di Claudio Baglioni. Adesso, a 41 anni e una posizione consolidata, D’Alessio si è messo in tour non sulle ali di un nuovo disco e di un corredo di canzoni da lanciare, ma semplicemente puntando a raccontare la sua storia, predendo a pretesto un recente confanetto che ha messo insieme le tappe importanti della sua carriera.
Dunque, una sorta di show autobiografico, prima di dedicarsi alla realizzazione di un nuovo album previsto per la fine dell’anno, dove le pagine da sfogliare vengono scelte dal pubblico. È nato così A gentile richiesta mi faccio in quattro, sperimentato in epoca natalizia al Brancaccio di Roma e ora trasformato in un lungo viaggio teatrale (le date previste sono addirittura settantadue), dove la scaletta è determinata dalle scelte del pubblico. Usando un termine oggi assai in voga si potrebbe parlare di show liquido, senza un’ossatura fissa. Ma si sa che, quando si dà al pubblico la possibilità di scegliere nel repertorio di un cantante, è anche facile prevenire quali saranno gli orientamenti. Insomma, basta preparare una song list più ampia del solito e le scelte cadranno inevitabilmente lì, a parte i classici napoletani su cui D’Alessio ha un allenamento di lungo corso. E, d’altra parte, già in passato aveva speriementato questo rapporto diretto con il suo pubblico, come aveva fatto con il recente Made in Italy tour in cui i fans erano chiamati a scegliere la scaletta via web da un catalogo di ottanta titoli fra cui tutti i suoi successi da Brivido d’amore a Quanti amori, a Una notte al telefono, a Il cammino dell’età a Besame, Baila, Mon amour.
In queste tre serate in cui si ferma a Roma, da stasera a giovedì al Gran Teatro di Tor di Quinto, il cantante sarà accompagnato da Francesco D’Alessio e Roberto della Vecchia alle tastiere, da Roberto D’Aquino al basso, da Pippo Seno e Maurizio Fiordiliso alla chitarra, da Rosario Jermano alle percussioni, da Carmine Napolitano alla batteria, e dal coro composto da Rossella Ruini, Claudia Arvati, Fabrizio Palma e Luca Velletri.