Il libro “Claudio Baglioni” (di M. Maggio), 1987
Grazie ad Alberta della ML di Reginella e Parole in viaggio
Appena una settimana fa sono finalmente entrata in possesso (lo cercavo da sempre) di un atipico ed interessante libro scritto da Mauro Maggio nel 1987 per una casa editrice che da sempre è definita “durissima e purissima” (di estrema sinistra, in altri termini), ossia la Gammalibri, poi divenuta Kaos Edizioni (http://www.kaosedizioni.com/ : qui la kappa nel nome dell’editrice non è una caricatura mia … c’è davvero!:-)).
L’ho trovato una lettura appassionante ed assai interessante, anche perchè smentisce ulteriormente - se mai ve ne fosse stato bisogno - il luogo comune secondo cui, negli ani ‘80, nonostante i trionfi commerciali ed i bagni di folla rimasti ineguagliati, ancora nessun critico - con particolare, ma non esclusivo, riferimento a quelli politicamente orientati a sinistra - avrebbe attribuito a Claudio la considerazione e la stima che egli indubbiamente già da tempo meritava, e ciò anche in virtù di un supposto (ma in realtà inesistente) suo “vendersi male”, con quell’essere troppo schivo, troppo timido, troppo statico, poco presente, poco ecumenico, poco dedito ad iniziative umanitarie etc. …
Nel libro in questione, intitolato semplicemente “Claudio Baglioni”, l’autore esprime tutto il suo - non sempre lieve - fastidio per la melensaggine (a suo avviso, beninteso … non anche mio! :-)) del CB cosiddetto “dei buoni sentimenti” anni ‘70 (peraltro riuscendo in ciò molto meno offensivo, più argomentato e decisamente meno irritante di certi suoi colleghi degli anni ‘70 ed ‘80), affrontando disco per disco con un taglio molto analitico … e già con l’album Strada facendo cambia decisamente il suo registro critico, per poi arrivare ad una
(peraltro ben argomentata ed of course meritatissima) vera e propria glorificazione dell’album La vita è adesso, addirittura elevato da Maggio a sorta di paradigma perfetto del come si possano coniugare grande qualità artistica e grande successo di massa.
La copertina:
http://www.soloclaudio.com/fotovid-lib/1987.jpg
Ecco alcuni stralci, davvero molto lusinghieri per Claudio (vanno sempre ricordati l’area di provenienza dell’autore e della stessa casa editrice nonchè l’anno - 1987 - di uscita del libro).
- pagg. 40-41:
“E la sorpresa è davvero enorme. Chi si aspettava reiterate riproposte
del solito “modello baglioniano”, bozzetti nostalgici e reminiscenti,
melodie all’unisono tra voce e strumenti, armonie “sinfonicizzanti” di
riempitivo e così via, resta allibito. Sembra quasi di non ascoltare
Baglioni: tutto - dalla musica, ai testi, all’interpretazione, agli
arrangiamenti - è stravolto e totalmente reinventato, secondo modelli
più “anglosassoni” che latini, pur nel rispetto di uno stile originale
e fedele ai propri moduli ispirativi.
Baglioni si gioca fino in fondo, rischiando di perdere l’affezione di
un pubblico - variegato e con sempre nuove componenti generazionali -
che dopotutto potrebbe anche soltanto aspettarsi sempre le stesse
cose. E’ un atto di coraggio che eleva il cantautore al rango di
artista finalmente compiuto, capace di trascendere la staticità del
prodotto che “imprigiona”, per proporre piuttosto una chiave di
lettura libera e il più possibile universale.
La vita è adesso, come già accennato, è stato interamente realizzato
in Gran Bretagna con la collaborazione dei migliori musicisti inglesi
e degli archi della London Simphony Orchestra. Unica collaborazione
italiana, quella di Celso Valli, arrangiatore di fiducia di Baglioni.
Malgrado le manifestazioni di sorpresa, l’accoglienza dell’album
premia adeguatamente gli azzardi innovativi in esso presenti. Il
pubblico, d’altronde, non tarda a riconoscere una continuità di fondo
con l’iter artistico del proprio beniamino, il quale sembra qui
portare interpretazione e contenuti alle estreme conseguenze, nella
necessità - tra l’altro - di superare e, se possibile, ricostruire “ex
novo” il formale equilibrio espressivo dell’album precedente - vero
“handicap” a priori per un artista che non vuole ripetersi.
L’operazione risulta dunque pienamente riuscita, con grande
soddisfazione di tutti e clamoroso successo di vendite: già a una
settimana dall’uscita La vita è adesso è primo nelle classifiche
discografiche, nelle quali resterà per più di settanta settimane - una
permanenza da primato. Un’ulteriore riprova, se mai ne dovesse servire
un’altra, che la qualità e l’onesto “mettersi in gioco” pàgano, e non
vale nascondere brutta musica e approssimazioni dietro giustificazioni
tipo “il mercato” o “la gente che vuole solo divertirsi”. Chissà se,
“strada facendo”, qualcuno si accorgerà che è ora di offrire qualcosa
di meglio, senza nostalgici ritorni al passato o promesse di mirabilie
future, ma ora, in questo momento, , visto che, in fondo, … “la vita
è adesso”.”
- pag. 68:
“Si è già accennato come il paroliere Baglioni “prima maniera” sia ben
lontano da quello più recente. La puerilità, il semplicismo, la
banalità che caratterizzavano taluni dei suoi testi - quelli composti
a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 - hanno lasciato il posto a una
maturità compositiva perfino sorprendente. E i brani che costituiscono
l’album La vita è adesso (il più straordinario successo discografico
del cantautore romano) ne sono la prova migliore, il momento più alto.
Ciascun brano, ricco di immagini e umori, fotografa vari “momenti”
esistenziali in un mosaico da vero e proprio (e riuscito) “concept-
album” - una riproposizione di tutte le tematiche care al musicista,
ma qui svolte con una lucidità e un’efficacia corali notevoli,
finalmente anche a tu per tu con tematiche e problematiche, con
aspetti del vivere quotidiano, mai affrontate prima.
Proprio le caratteristiche di questo lavoro - ogni brano tassello di
un disegno complessivo - richiedono una disamina dettagliata, brano
per brano, tantopiù che trattasi di un album per molti aspetti
“riepilogativo” del percorso poetico del cantautore romano, svolto al
massimo della sua maturità compositiva”.
- pag. 72:
“UOMINI PERSI
Una delle composizioni in assoluto più impegnate e riuscite
dell’intero repertorio di Baglioni, forse il momento più efficace
della sua vena poetica. I temi, appena sfiorati, sono numerosi, tutti
con un preciso sottinteso sottinteso ideale, e l’assunto è che ogni
uomo - anche il peggiore - è stato un bambino pulito e innocente:
[segue un'ampia porzione del testo del brano]
Certo, resta da dire, a proposito di questo brano, che il suo senso
finale sa un po’ di incenso e sacrestia, ma non si può negarne la
suggestività e la felicità narrativa”.
- pagg. 79-80:
“E ADESSO LA PUBBLICITA’
Una ragazzina come tante, in casa, la sera, in una sera come tante -
il padre, la madre, il fratello, la televisione dopocena … In questo
brano Baglioni fotografa con rara efficacia la serata-standard-
familiare di milioni di ragazze, dando corpo e voce al loro reale
stato d’animo.
[segue un'ampia porzione del testo del brano]
Tanto efficace è questo spaccato di “vita vissuta” che il talento di
Baglioni nel raccontare questa ed altre “storie vere”, tutte giocate
sul filo di una sensibilità estrema, di un’estrema introversione, è
arricchito da un’ulteriore peculiarità: la poetica di Baglioni non è
di tipo “maschile”, ma piuttosto “femminile” (secondo gli stereotipi);
Baglioni, in realtà, si muove in un universo “femminile”, spesso parla
“da ragazza”, dà voce a un animo “femminile”, piuttosto che
“maschile”. E questo brano ne è la miglior riprova.
In questo brano, inoltre, il cantautore sembra sottintendere una non
troppo velata critica all’istituto familiare, o perlomeno a quello che
oggi è la famiglia-media, e lo fa ritraendo con mano felice una quasi
surreale figura materna, paterna e fraterna, con contorno di
immutabile rito televisivo serale”.
- pag. 81:
“UN TRENO PER DOVE
La fuga - l’evasione dal quotidiano, la voglia di “scappare lontano” -
è un altro dei temi ricorrenti nelle canzoni di Baglioni. In questo
brano - più e meglio che in tutti gli altri precedenti - la “voglia di
andare via lontano” è narrata sapientemente, con tutta una serie di
immagini - quale più quale meno - che la “giustificano” ampiamente …
[segue un'ampia porzione del testo del brano]
Sono efficacemente adombrate, in questo testo, tutta una serie di
problematiche socio-politiche, di fronte alle quali prevale, anzichè
lo scontro, la lotta, il conflitto per risolverle, un fanciullesco
desiderio di fuga verso un favolistico Eden privo come per incanto di
tante “brutture”.”
- pag. 82:
“NOTTE DI NOTE, NOTE DI NOTTE
Questo brano è palesemente “autobiografico”: un presumibile dopo-
concerto, e il cantautore con l’animo in fermento divaga, s’interroga,
sogna …
[segue un'ampia porzione del testo del brano]
E’ il brano conclusivo dell’album La vita è adesso, e lascia presagire
- per quel tanto di autobiografico che è possibile cogliervi - un
qualche “travaglio” nell’esistenza di un giovane cantautore peraltro
ormai ricco e famoso. Potrebbe significare, anzichè un appiattimento e
una demotivazione data dall’apice del successo raggiunto, una sua
ulteriore maturazione artistica - quella maturazione che già i brani
dell’album in questione, sia pure in modo ancora discontinuo,
adombrano”.
Non solo altamente lusinghiero, insomma, ma (pensando ovviamente ad
Oltre, che sarebbe seguito di lì a tre anni e mezzo rispetto all’epoca
- aprile 1987 - in cui Mauro Maggio scrisse queste note) persino
altamente profetico …! :-))
Ciao a tutti
Alberta
Tag: Baglioni libro
Giugno 13, 2008 alle 4:45 am
Ma guarda… Ventun anni dopo trovo per caso un commento lusinghiero a un mio libro che avevo già dimenticato… Be’ ringrazio sentitamente, se non altro per l’onestà riconosciuta alla mia critica, che era sinceramente personale e non “professionale”…
Ho lasciato i testi musicali e mi occupo di altro da tempo, ma fa sempre piacere sapere che a trent’anni ero forse meno “integrato” di altra critica all’avanguardia allora. Un grazie sentito.
Mauro Maggio