Il comico toscano si è presentato in grande forma nell’antico teatro per ‘Del mio meglio live’: ha cantato e fatto cantare, ma soprattutto ha fatto ridere molto. A sorpresa sul palco anche Claudio Baglioni
Un debutto altisonante quello all’Arena, piena di novemila persone, per ‘Del mio meglio live’, lo spettacolo estivo di Giorgio Panariello. Il comico toscano si è presentato in grande forma nell’antico teatro per una volta destinato a un attore leggero: anche le persone che gli stanno vicine parlavano di un Giorgio tranquillo, anche se emozionato.
Emozione che ha un po’ giocato sulla sua voce, che verso la fine delle due ore e un quarto era, in modo giustificato, un poco calata anche perché nello show dà veramente tutto: lunghi monologhi, per una volta migliori quelli di Panariello attore rispetto a quelli “interpretati” dai suoi personaggi-eteronimi, e soprattutto tante canzoni, non solo per bocca del “suo” Renato Zero, con l’acuto prodigioso su “I migliori anni della nostra vita”, ma in prima persona, in un karaoke di grande comunicatività che ha riproposto l’”effetto falò” che tanto ha contrassegnato gli esordi artistici di Panariello e dei suoi due amiconi di lungo corso, Leonardo Pieraccioni e, soprattutto, Carlo Conti.
Ha cantato e fatto cantare, Panariello, ma soprattutto ha fatto ridere molto, in modo travolgente più di quanto abbia fatto altre volte in passato. Grazie alla lucidità dei testi, grazie alla sua maturità che lo fa essere un vero e proprio padrone anche di palcoscenici così onusti di gloria come lo è quello dell’Arena, che ha visto dare in antipasto alla gente assetata di spettacolo la sfilata di decine di modelle e modelli della Sasch, l’azienda di abbigliamento che da sempre è sponsor con i suoi titolari Roberto ed Elena Cenni delle vicende panarelliane. Un’amicizia che viene da lontano e dal profondo, come quella con Fernando Capecchi che era sulle gradinate, teso e poi soddisfatto come lo era Bibi Ballandi; tanti gli ospiti perdino Lele Mora in prima fila, in una serata davvero notevole.
L’uomo vogue, poi Naomo, quella via di mezzo fra Briatore e Cavalli che colpisce per la forza della critica senza mai oltrepassare i limiti della decenza; Merigo, che ha duettato in modo funambolico con un ottimo Andrea Buscemi, novello coautore dei testi, mentre Giampiero Solari è il regista ormai da tempo; molto commovente il finale sociale, prima con l’appello contro l’abbandono degli animali domestici – una campagna che Panariello ha legato a doppia mandata al suo ‘Del mio meglio live’ – e poi con la chiusura di Raperino, come ai vecchi tempi. L’anziano sfruttato dai nipoti che lo tiranneggiano e che ricorda nostalgicamente la povera moglie: una figura che a Giorgio è sempre piaciuta molto e nella quale si vede immerso per quella voglia di pace e tranquillità che attraversa la sua vita dopo le difficoltà iniziali. C’è stato ovviamente anche l’omaggio a Verona, con le battute sul sindaco Tosi e le multe nei parchi e con i tortellini di un sorridente Giovanni Rana.
Sul palco, dicevamo, tanta musica: con gli interventi live di Dino Mancino, acrobata del piano, e nel finale con l’arrivo a sorpresa di Claudio Baglioni, che ha legato a Raperino il suo brano ‘I vecchi’ prima di augurare il buon viaggio a Giorgio scandendo, in un duetto vibrante con il comico e con l’aiuto di tutto il pubblico, la notoria e bella ‘Strada facendo’.
Serata molto divertente, con grande successo e la riaffermazione di Panariello come comico di punta nella sua satira leggera, forse un po’ colorita, ma che non si abbandona alla politiia e quindi accontenta ogni tipo di pubblico. Da vedere.
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