Rossini Festival:«Maometto» canta in crescendo

By Radiocucaio

In principio fu Venditti: la sua «Notte prima degli esami» è il titolo di un film di successo che ha rilanciato in Italia il filone giovanilistico, tra tormenti d’amore «tre metri sopra il cielo», ansie scolastiche e inquietudini mucciniane. Il genere si arricchisce ancora con due film – in uscita in autunno e a febbraio – che non rubano solo il titolo ma si ispirano direttamente ai testi di due canzoni-cult che hanno superato il limite generazionale.
Niente a che vedere con gli epici «musicarelli» degli anni 60 dove le canzoni facevano da allegra trama a divi nostrani al loro esordio – ma il giovane e lanciatissimo Morandi interpretò pellicole come «Non son degno di te» e «In ginocchio da te» ispirate ai suoi successi – ma film che prendono spunto dalle parole di due brani che chiunque abbia più di 10 anni ha canticchiato almeno una volta: «Questo piccolo grande amore» e «Albachiara». Usciti, rispettivamente, 36 e 29 anni fa, sono due inni generazionali, giovanilistici, intramontabili; due pezzi fortissimi, nelle discografie di Claudio Baglioni e Vasco Rossi.
Il primo film, diretto da Stefano Salvati, si intitola «Albakiara» (strizzando l’occhio alla generazione k), è un progetto parallelo alla omonima docusoap trasmessa su All Music e uscirà il 26 settembre con Mikado; l’altro si chiama «Questo piccolo grande amore» (Medusa), è diretto da Riccardo Di Donna e arriverà sugli schermi per San Valentino. Per entrambi c’è grande attesa per le colonne sonore.
Cast notevole per «Albakiara»: Franco Nero, Raz Degan, Alessandro Haber, Ivano Marescotti. E poi i giovani interpreti: Davide Rossi, figlio di Vasco (tanti ruoli in tv, da «Lo zio d’America 2» a «Provaci ancora prof 2», e al cinema «Sopra e sotto il ponte» e «Scusa ma ti chiamo amore al cinema»), e Laura Gigante. E’ lei a dare il titolo al film: il nome del suo personaggio è Chiara, ma il suo nickname è Albakiara. Ha un aspetto angelico, come la protagonista della canzone, ma come molte liceali di oggi, la sua vita è più complicata. E’ attentissima al look, partecipa a serate con le amiche a base di alcol, sesso e droga. Nico, dj e gestore di un sito porno. Anche lui nasconde un segreto: spaccia. Insomma, al di là della canzone, il film vuole essere uno spaccato generazionale non buonista. O almeno così assicura il regista, noto come specialista di videoclip: «La pellicola mescola i generi, esattamente come la vita: ci sono commedia, thriller, erotismo… si ride, ci si commuove, si ha paura».
Per «Questo piccolo grande amore» il regista Riccardo Di Donna ha scelto come protagonisti della storia – un ragazzo e una ragazza che si incontrano e si amano, nei primi anni Settanta – due attori ancora poco noti, Emanuele Bosi e Mary Petruolo, anche se lei, classe 1982, da Marcianise in provincia di Caserta, ha già una discreta esperienza nei film per la tv, dall’esordio a 9 anni nella fiction di Lizzani su Mara Josè a «La squadra», «Orgoglio», «Gente di mare». «Credo d’avere, oltre al talento e a un po’ di fortuna, il fisico del ruolo. Ho fatto cinque provini, sempre più difficili», spiega la giovane attrice. «Ho un’aria angelica. Da ragazza-bene. Ma attenzione alle ragazze con gli occhi azzurri! Come Giovanna Mezzogiorno, il mio mito, ho gli occhioni chiari da buona, ma anche molta grinta». Del repertorio di Baglione dice di «non conoscere tutto»: «Da piccola sognavo, nella mia cameretta, ascoltando Piccolo grande amore. Spero d’incontrarlo!».
Il film racconta, in una Roma post-68, la scintilla che scocca tra una brava ragazza del quartiere Prati, e un contestatore che viene dalla periferia. «Io, Giulia, secchiona del quartiere Prati e liceale modello prosegue la Petruolo – m’innamoro di Andrea, cioè Emanuele Bosi. Lui è diverso da me: idealista contestatore, viene dalla periferia di Centocelle. Discuteremo e ci ameremo sotto i ponti del Tevere, sulle note di “Piccolo grande amore” e di altre canzoni di Baglioni»
E non è un caso che nel febbraio 2009 non ci sarà solo il film, ma una vera operazione multimediale con in programma anche un disco, un libro e un tour dello stesso Baglioni per ricordare il suo brano più celebre. Il tour il prossimo inverno farà ben cinque date a Catania e cinque a Palermo.

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