LAMPEDUSA (26 settembre) – «Claudio Baglioni dovrà spiegarmi, fatture alla mano, come ha speso i 600mila euro stanziati, in parte da Comune e Regione, in parte dal ministero degli Interni, per questa edizione del suo Festival O’ Scià»: Angela Maraventano, senatrice della Lega e vice sindaco di Lampedusa, l’isola che ospita l’evento, non si spiega «come mai l’evento abbia costi così elevati, visto che gli artisti dicono di partecipare a titolo gratuito». Quest’anno il Festival si articola in tre spettacoli: quello di ieri con l’orchestra di Paolo Belli, quello di stasera con Baglioni e la sua Band e quello di sabato con Fiorello e il suo gruppo. Per il ritardo nello stanziamento dei soldi necessari all’organizzazione non sono potuti arrivare tanti altri artisti interpellati, la cui presenza è stata comunque sentita attraverso dei contributi video proiettati stasera sulla spiaggia della Guitgia, sulla quale è allestito il grande palco.
Il vice sindaco di Lampedusa rincara la dose: «Avevo proposto a Baglioni di fare una semplice serata di spettacolo da solo per risparmiare e poter acquistare una risonanza magnetica per l’unico pronto soccorso dell’isola, ma la risposta che mi è arrivata è stata negativa. Non mi farò portavoce della richiesta di fondi per O’ Scià in Senato. Nulla contro Baglioni, ma qui a Lampedusa ho altre priorità: 200 malati di tumore che fanno su e giù da Palermo per la chemioterapia, la mancanza di un vero ospedale, 250 bambini in età da asilo nido a casa, una scuola materna da sistemare…».
Prestigiacomo: O’ Scià è un tributo alla generosità. Di tutt’altro tono le parole del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo: «La manifestazione “O’ scià” – dice il ministro – rappresenta un forte tributo alla generosità del popolo dell’isola e alla sua grande disponibilità all’accoglienza nella legalità. Il grande successo di pubblico, la partecipazione di tanti artisti sono il segnale del caloroso e sentito “grazie” che gli italiani devono alla gente di Lampedusa, ma anche la riaffermazione di come i valori dell’accoglienza siano sempre più sentiti – anche grazie a questo appuntamento – come elementi fondanti del vivere civile nel nostro Paese. Un paese che con la sua tradizione di apertura al Mediterraneo e alla cultura del mondo intero, con la sua gente generosa e attenta agli altri non ha mai deluso le aspettative di chi chiede di farsi ospite, qualsiasi spinta o motivo lo conduca sulla nostra terra».
Il sindaco: se qualcuno è contrario ad O’ Scià, quella è la porta. Immediata la replica del sindaco di Lampedusa. «Se fra gli amministratori c’è qualcuno non in linea con le nostre intenzioni sull’evento “O’ Scià”, quella è la porta» ha replicato il sindaco Bernardino De Rubeis, in replica alle polemiche sui costi della manifestazione. «Baglioni e “O’ Scià” sono un bene prezioso per noi – ha aggiunto – L’evento musicale che è alla sua sesta edizione ha confermato le presenze sull’isola degli scorsi anni. Non è possibile; non è giusto e non è corretto durante lo svolgimento della manifestazione, speculare su dichiarazioni contro la manifestazione, da parte di chicchessia». De Rubeis ha spiegato che «la manifestazione ha un significato che va al di la dell’immaginario, è diventato parte integrante delle nostre isole e nessuno ha il diritto di mettere in discussione la sua valenza, la sua importanza, la sua imponenza. Diventerà un evento istituzionalizzato e sarà questa la nostra prossima battaglia, per riuscire a farlo diventare un appuntamento importantissimo e che dovrà coinvolgere sia il governo centrale che quello regionale. Il sindaco ha concluso dicendo che «O’ Scià è un evento che Baglioni fa a costo zero: le spese che si fanno sono relative esclusivamente ai costi reali per palco strumentazioni. Gli artisti che si sono alternati sul palco, se avessimo dovuto pagarli, ci sarebbero voluti milioni di euro e non poche centinaia di migliaia».
Il portavoce di O’ Scià: abbiamo il rendiconto fino all’ultimo centesimo. Il portavoce della Fondazione e membro del cda della fondazione “O’ Scià”, Dalia Gaberscik, replica al vice sindaco di Lampedusa, Maraventano. «Siamo molto sorpresi – dice Dalia Gaberscik – che una figura istituzionale come una senatrice e come quella di un vice sindaco chiedano attraverso i media una rendicontazione di una manifestazione organizzata da una fondazione attraverso i fondi delle istituzioni. Tutti sanno che tutti i conti della manifestazione sono pubblici, soggetti a revisioni dei conti e storicamente rendicontati per ciascuno degli eventi che si sono tenuti fino all’ultimo centesimo». A questo punto, si chiede Gaberscik: «Sarà questa ignoranza in materia o una nuova trovata della Maraventano per farsi pubblicità? Basterebbe venire sulla spiaggia della Guitgia per rendersi conto di ciò che si realizza ogni anno per Lampedusa e per l’enorme emergenza dell’immigrazione clandestina e dell’integrazione culturale».
Arrivati a Lampedusa 233 clandestini. In serata sono giunti in porto a Lampedusa i 233 clandestini in difficoltà soccorsi nel pomeriggio nel Canale di Sicilia. Quando sono arrivati al porto, sotto la pioggia, nella vicina spiaggia di Guiggia era in corso O’ Scià, proprio mentre Claudio Baglioni stava cantando “Strada facendo”.
Tag: Angela Maraventano, Baglioni, Lampedusa, O'Scià
27 Settembre 2008 alle 10:49
Sono un lampedusano che, come ilresto dei miei concittadini, viene continuamente mortificato dalle dichiarazioni di questa signora che dimostra sempre di più di non avere materia grigia nel cervello.
La gentile signora, farebbe bene a lasciare in pace quest’isola che non si sente per niente rappresentata da una persona schierata contro gli interessi e lo sviluppo delle Peleagie.
La signora, lo si sà, si è venduta alla Lega nord che l’hanno portata al senato della Repubblica (eletta nel collegio dell’Emilia Romagna) dove adesso percepisce circa 20.000 al mese.
Fin qui sembrerebbe una cosa normale, ma molti non sanno che la signora ha un livello culturale bassissimo e come titolo di studio solo la 5^ elementare, ecco signori contribuenti a cosa servono parte dei soldi che paghiamo con le tasse… a pagare compensi stratosferici a persone del genere, in barba a tutti i laureati disoccupati e alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese…
Appare dunque chiaro che con cotanta abbondanza la gentile signora si dedica corpo e anima ad eseguire gli ordini dei suoi maetri pupari e se ne frega aspramente del bene dell’isola, dello sviluppo delle Pelagie.
Un appello al Sindaco, revochi almeno l’incarico di assessose e di vicesindaco a questa persona.
Sarebbe interessante aprire una piccola inchiesta per vedere se il compenso che la signora percepisce ogni mese sia meritato o meno.
saluti da lampedusa