“PIANO PIANO JAZZ ITALIANO LIVE”: IL JAZZ ITALIANO È A PARIGI

By Roberta

PARIGI\ aise\ - Si terrà dal 10 al 16 ottobre, in occasione della 12esima edizione del JVC jazz Festival Paris, il festival “Piano piano jazz italiano live”, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, in collaborazione con la Casa del Jazz di Roma.

Quattro serate con musicisti italiani tra i più apprezzati dal pubblico e dalla critica che si esibiranno in due luoghi mitici del jazz parigino: le Duc des Lombards e il SUNSeT/SUNSiDE.
Venerdì 10 e sabato 11 ottobre, alle 20 e alle 22, al Duc des Lombards si esibirà il Rosario Giuliani quintet. Lunedì 13 e martedì 14 alle 20 e alle 22, sempre al Duc des Lombards, sarà la volta dell’Enrico Pieranunzi trio. Giovedì 16 ottobre alle 21 al SUNSeT/SUNSiDE suoneranno Rita Marcotulli al piano e Danilo Rea in duo con Roberto Gatto.
Rosario Giuliani (1967, Terracina), sassofonista, ha suonato e inciso con musicisti di prestigio come Ennio Morricone. Nel 1996, forma il suo gruppo, il “Quartetto di Rosario”, che è uno dei più dinamici e popolari in Italia. Giuliani s’inscrive nella grande tradizione dell’hard bop: si muove a proprio agio sui tempi rapidi, ma ha anche una bella sensibilità per le ballad, a volte suonando come fosse un soprano e non un alto.
Enrico Pieranunzi (1949, Roma) è pianista e compositore. A 19 anni debutta nel jazz e suona con i nomi più grandi come Chet Baker e Johnny Griffin. Nel 1975, comincia a realizzare le proprie composizioni, principalmente in trio. Le sue principali influenze derivano dal jazz, dai compositori classici e dalla musica popolare romana e mediterranea. Gli artisti ai quali si ispira sono diversi tra loro, come Charlie Parker, Bill Evans, Gabriel Fauré o Claude Debussy. Pieranunzi è anche concertista classico e professore al Conservatorio di Frosinone.
Rita Marcotulli (1959, Roma) comincia la sua carriera nel jazz all’inizio degli anni Ottanta e ha l’occasione di lavorare con alcuni dei maestri del jazz europeo come Chet Baker, John Christensen, Palle Danielsson o Peter Erskine. Ispirata da Bill Evans o John Coltrane, la sua musica è influenzata anche da letteratura, danza e cinema. Con Rita Marcotulli il jazz rivela la sua capacità di ancorarsi al corpo, investire un luogo, per creare un ambiente che porta il pubblico in un universo pieno di sentimenti.
Danilo Rea (1957, Vicenza) entra nel mondo del jazz nel 1975. Forma il “Trio di Roma” con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto, con cui si esibirà per molto tempo. Domina il linguaggio del bop con un grande talento e capacità di improvvisazione, ma il suo stile si espande e si evolve verso direzioni nuove a seconda del tempo. Rea è anche pianista di cantanti pop, come Mina, Claudio Baglioni o Pino Daniele, e parallelamente reinterpreta le più grandi arie d’opera in chiave jazz, dimostrando che il jazz può mischiarsi a un repertorio eclettico quando il musicista possiede un vero talento.
Roberto Gatto (1958, Roma) comincia come jazzista suonando nel “Trio di Roma” con Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli. Con una profonda ricerca musicale e una tecnica da maestro, lo stile di Roberto Gatto è caratterizzato da un grande calore, tipico della cultura mediterranea. (aise)

Fonte


Tag: , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento