Dalla Mailing List Tamburi Lontani
L’Africa approda in africa.
Lampedusa si scrive africa e si legge Italia
Il viaggio comincia lontano,dall’altra parte dell’Africa.
Lontano.
Comincia forse con una fuga da guerre o fame,dalla fuga di una morte certa verso un’altra morte possibile:nel deserto,il Sahara:Fulva dal colore della sabbia;ed ancora nel mare del Mediterraneo,e verso una piccola isola.
Avamposto dell’Occidente:Lampedusa.
Sono qui:salvezza,speranza o futuro migliore.
Inizio certo.
Se sei un lampedusano non lo vedi,non lo sai fin quando non guardi i loro occhi,le loro mani,i loro piedi scalzi.
Uomini donne e bambini…tanti bambini, sono qui non importa come,da dove.
Sono qui.
Oggi sono dentro il centro di Lampedusa per la prima volta, vedo le loro teste coperte dagli asciugamani colorati,e sotto,basta solo guardarli:accennano un sorriso.
Aspettano il loro turno per essere trasportati in terra ferma;in Italia….qui è solo un altro lembo d’Africa un altro scalo,un altro porto.
L’Europa è troppo lontana,anche solo dai nostri pensieri.
Oggi nel centro c’è un Ministro,un Sottosegretario di Stato,il Prefetto e decine di altre autorità per discutere con l’amministrazione i problemi principali di questa nostra isola, ma anche per affrontare qualche problema nel CPT.
L’On.Alessandra Mussolini, a fine giornata dirà :”..ci sono alcune cose da modificare,ne cito una per tutte: la promiscuità che c’è tra i minori che hanno più di 14 anni ,che sono insieme alle donne ed ai bambini più piccoli, la seconda è la problematicità che tutto affluisce ad Agrigento,che non può supportare questo carico e la problematicità delle case alloggio,questo lo affronteremo anche a livello parlamentare…” .
Ma oggi sono qui nel centro che ho guardato sempre da lontano, nei dormitori,nelle cucine ovunque.
Intorno molti militari,reti di recinzione e cancelli in metallo, all’esterno un corpo di guardia per il controllo perimetrale delle recinzioni.
Loro sono all’ombra dei dormitori,spesso sdraiati su materassi in spugna,completamente disinteressati alla visita.
Hanno sistemato le loro scarpe ordinatamente davanti al posto letto e ci osservano in silenzio.
Non è possibile raccontare l’emozione di essere qui,qualcuno saluta dai balconi…sono specialmente donne.
Qui sono passati migliaia di uomini,sopravvissuti al deserto,al mare e domani alla nostra civiltà; forse diventeranno parte della nostra società,impareranno una nuova lingua ed affronteranno la dura realtà del lavoro poco retribuito di un extracomunitario.
Tra tutte le cose che dimenticheranno, la cosa di cui si ricorderanno per sempre,forse sarà la sagoma di Lampedusa lungo l’orizzonte del mare.
Il Ministro Giorgia Meloni entra nelle cucine,dove vengono preparati alcuni vassoi completamente sterilizzati…l’odore è buono.
Poi viene accompagnata a vedere il kit del clandestino,costa 33 euro, tra le altre cose degli asciugamani,una tuta delle scarpe ed anche delle sigarette.
Lasciamo il centro, e dietro di noi molti cancelli che si chiudono, si torna a parlare di Lampedusa e dei suoi problemi.
Il mio mondo mi sembra così piccolo che ho voglia di tornare a casa,dalla mia famiglia a poche centinaia di metri da qui…a stringere le cose che amo, che loro hanno forse abbandonato per sempre.
Tornare a parlare dei problemi di sempre di questa piccola Africa dall’accento meridionale.
La scuola elementare che non dispone di nessun edificio ed attualmente gli alunni sono ospiti di due aule presso la chiesa madre; il problema dei trasporti aerei:Lampedusa dispone solamente di un ATR 42 e forse,dalla fine di ottobre e fino al 31 Marzo poi nient’altro, infine c’è il problema della sanità:niente attrezzature per la diagnosi,come la tac o la risonanza magnetica niente prevenzione come la mammografia oppure assistenza alle partorienti,ma la cosa più strana di tutte è che non c’è,nel poliambulatorio, la possibilità di fare una prova da sforzo…eppure basterebbe una attrezzatura davvero poco costosa, che però al cittadino lampedusano costa un viaggio in Sicilia,spese di albergo e trasporti; per non considerare le lunghe attese per fare un semplice controllo,oppure non andare a lavorare per tre giorni perché si va in Sicilia a fare un controllo…provate a spiegarlo al datore di lavoro che per fare una prova da sforzo devo assentarmi per tre giorni…neanche fosse un intervento!!
Insomma una situazione disastrosa.
Oggi,però, c’è una delegazione di Governo a Lampedusa, proverà a verificare quali sono le problematiche ed a cercare una possibile soluzione.
Georgia Meloni Ministro della gioventù;L’On. Mussolini Alessandra; Professore Ferruccio Fazio Sottosegretario alla Sanità; Dott.Massimo Russo Assessore alla Sanità Regione Sicilia e molti altri tecnici della sanità e Politici Regionali.
Tutto inizia con una visita al Poliambulatorio,già la sera del loro arrivo a Lampedusa il 12 Ottobre, ed immediatamente si odono le voci dei corridoi:”..non hanno una tac…ma sono cose da nulla..” anche L’Assessore alla Sanità Antonio Mirabella afferma ai nostri microfoni:”..per loro sono cose da niente,per noi invece una grande possibilità..”
Già, una grande possibilità è il diritto alla salute nella nostra isola – vorrei ringraziare tutte le autorità per aver considerato:”una cosa da niente la TAC a Lampedusa..” quella cosa da niente potrebbe salvare molte vite in questa isola…facciamo in modo che sia una cosa da niente farla arrivare e funzionare!!!
In serata c’è una conferenza di servizio a cui partecipano tutti i politici locali e della delegazione.
La mattina del 13 Ottobre,davanti al CPT, l’Assessore alla Sanità mi sussurra felice:”…avremo una tac ed altre cose come l’assistenza per le partorienti e la mammografia..”
Esultiamo come bambini,nel piazzale antistante il CPT…eppure siamo cittadini Italiani e Contribuenti e siamo qui ad elemosinare il diritto alla salute.
In effetti,il Professore Ferruccio Fazio, durante una conferenza stampa illustra il piano pensato per la sanità locale che consentirà di avere una tac a Lampedusa,solamente impegnando un tecnico, che invierà i risultati via telematica agli specialisti per la lettura, in breve tempo la diagnosi.
Successivamente si prenderanno accordi con unità specialistiche in tutto il territorio, anche di eccellenza, che consentirà al paziente di essere assistito al meglio, ed infine il suo ritorno a casa.
Ci saranno le mammografie e l’assistenza alle partorienti.
L’assessore alla sanità locale,Dott.Antonio Mirabella afferma:”…avremo la tac risparmiando,infatti saranno abbattuti i costi di trasporto dei malati in Sicilia per gli accertamenti..”.
Prima di mezzogiorno la delegazione incontra anche il comitato dei genitori che lamenta la chiusura di un edificio scolastico delle elementari e,gli alunni, sono attualmente ospitati in alcune aule della Chiesa Madre, ed altri presso altre classi messe a disposizione dal Liceo Scientifico.
In merito a questo problema l’On.Alessandra Mussolini reputa l’incontro con il comitato dei genitori:positivo;”…alla fine si è giunti ad un punto di accordo,tra il prefetto il sindaco e la cittadinanza che è di riuscire ad identificare e trovare questi fondi per le nuove strutture e mettere in sicurezza gli edifici…”.
Certo sono solo parole,promesse raccolte con il microfono sotto la scaletta dell’Aereo di Stato che riporterà la delegazione a Roma a breve,e noi?
Noi restiamo in Africa italiana,pronti a raccogliere titoli a caratteri cubitali di illustri firme del giornalismo di questo paese.
Pronti ad essere additati come razzisti ed insensibili al fenomeno dell’immigrazione clandestina.
Cosa siamo invece noi?
Noi che paghiamo le tasse come tutti gli italiani e per fare una tac spendiamo cifre da capogiro..ma non importa molto a chi userà il mone della nostra piccola isola per aumentare la tiratura del suo giornale.
Noi siamo qui, da oltre venti anni a convivere con il problema dell’immigrazione clandestina ed i nostri problemi, sempre nascosti per paura di offendere la dignità di un popolo che,sbarca a Lampedusa solamente per la sua collocazione geografica, privo di ogni cosa.
Per questo,forse, ci sentiamo privilegiati al loro cospetto,forse per questo non gridiamo i nostri problemi?
Forse.
Occorre però ricordare che mentre prendiamo le distanze scandalizzati da problema del neo razzismo italiano,vi sono 29 guerre in atto in questo pianeta,9 di queste sono in Africa.
Il mondo è sconquassato da una crisi economica senza precedenti e l’Africa,prima o poi, sfuggendo alla guerra oppure alla fame, passerà attraverso l’Isola di Lampedusa per giungere in Europa.
Ed io sarò sul molo a guardare i loro occhi tristi e spersi, che hanno visto il nostro piccolo lembo di terra e forse la loro salvezza.
Respireranno il primo sorso di libertà e,forse,ognuno nel suo credo dirà una preghiera in silenzio.
Giungeranno in Italia dove non si deve spendere una cifra per farsi una tac o una risonanza magnetica, e noi?
Noi saremo ancora qui,forse ad attendere una nuova delegazione e nuove promesse sotto l’aereo della Repubblica Italiana che oggi sa di buono,come i sogni migliori…domani chissà.
Lampedusa, 13 Ottobre 2008
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