Ottanta voglia di Pop(Art) alla Casa del Jazz

By Roberta

Venerdì 14 novembre, alle ore 21.00, torna ad esibirsi il FabioMarianiGroup con il suo progetto “SENZA PAROLE”, questa volta nella prestigiosa ed accogliente Casa del Jazz, a distanza di un paio di mesi dalla fortunatissima esibizione di esordio del gruppo a Villa Celimontana.

Volendo essere sbrigativi e superficiali il FabioMarianiGroup propone un progetto di musica strumentale. Definizione tanto corretta quanto limitativa. Ma c’è di più. Molto di più.
L’idea portante non è quella di prendere delle canzoni famose, privarle delle parole e suonarne solo la melodia, bensì riuscire a vincere la sfida di cantare la canzone con gli strumenti di un manipolo di musicisti raffinati, colti e, forse quello che più conta, consapevoli che la musica è un serio divertimento.
E’ significativo che un musicista come Fabio Mariani, dopo una lunga carriera spesa nella ricerca e nello studio nel complesso universo del jazz, abbia sentito il bisogno di misurarsi con quelli che oggi si possono definire new standard senza per questo attuare rivisitazioni di genere, ammantate di inutili intellettualismi che spesso hanno la velleità di nobilitare dei successi che come tali sono stati, e continuano ad essere, amati e considerati per il loro fantastico appeal popolare. Affinché questo ambizioso progetto diventasse realtà, Fabio Mariani ha aggregato intorno sé un selezionato Group di fantastici professionisti in grado di garantire un eccelso livello della prestazione sposando il plot di “Senza parole” e offrendo la loro esperienza ed un’unione d’intenti per realizzare delle trasposizioni di canzoni già bellissime nelle loro versioni originali ma in grado, così rivisitate, di suonare diverse ma non dissonanti, insolite ma non difformi. Tra queste “Mille giorni di te e di me” di Claudio Baglioni, “How deep is your love” dei Bee Gees, “Una domenica bestiale” di Fabio Concato, “Live to tell” di Madonna, “Englishman in New York” di Sting.
Per realizzare questo progetto a lungo termine si è deciso di partire da questo primo capitolo, “Ottanta voglia di pop(art)”, che spazia in un periodo che va dalla fine degli Anni ’70 alla fine degli Anni ’80, intelligentemente rappresentato dal colorato genio di Keith Haring e dai suoi graffiti.
“Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi. L’arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare”. (Keith Haring)
Il FabioMarianiGroup con “Senza Parole” ha applicato questa convinzione alla musica ed offre al suo pubblico la possibilità di una partecipazione a vari livelli, esattamente come Haring ha fatto e continua a fare, dopo la sua precoce scomparsa, con le sue opere.

Fonte


Tag: , , , , , , , ,

Lascia un commento