Ecco gli under 21 che ce l’hanno fatta nel Paese dove sei “giovane” a 30 anni
ADRIANA MARMIROLI
MILANO
L’Italia non è un paese per giovani. Si vede che i fratelli Coen vivono oltreoceano. Da noi invece è al potere una gerontocrazia. Anche cinematograficamente parlando. Per questo, quando si parla di «attori giovani» il calendario in genere si stabilizza sui trent’anni circa. I ventenni? Merce rara, rarissima. Per un Silvio Muccino che ce l’ha fatta all’età giusta (soccorso da «meriti di famiglia»?), sono tanti i fuori età. Colpa anche, fino a pochi anni fa, della totale assenza di storie di e per adolescenti. Poi c’è stata l’inversione di tendenza dettata dai film targati Moccia e Brizzi. Tuttavia i giovanissimi, gli under 21, continuano ad arrancare alle soglie della notorietà e delle scuole di recitazione.
Il sedicenne medio della finzione ha all’anagrafe della vita una decina d’anni in più. Vaporidis e la Capotondi ai tempi di Notte prima degli esami avevano 25 e 26 anni, e mica erano ripetenti. Idem Scamarcio sul set di Tre metri sopra il cielo. Anche Federico Fremont fa il ragazzino nei Cesaroni, ma di anni ne ha 26. Ed è giusto che sia così, visto da quanto calca le scene; forse avrebbe solo meritato un po’ più di fortuna: Vacanze a Rio potrebbe essere la svolta. Un altro 26enne che lavora da mo’ e non dimostra l’età che ha (è caduto nella trappola dei ruoli adolescenziali solo in Last Minute Marocco) è Lorenzo Balducci: lavora molto all’estero (ha interpretato Io Don Giovanni per Saura quest’anno, recitato con Deneuve e Béart in Francia, è stato diretto da Techiné e Zanussi), ma in Italia ancora si stenta a «identificarlo».
Aspettando Godard, che ha girato insieme a Isabella Ragonese, forse è un titolo molto più sottilmente allusivo per lui e tutta una generazione. Facce giuste, è vero, «giovanili», che coprono un ampio spettro temporale. Per esempio Edoardo Natoli, l’Andrea Ferrucci di Raccontami, ha 24 anni: lo abbiamo visto studentello nella prima stagione della fiction sugli Anni 60; nella seconda stagione appena finita, dove narrativamente è passato qualche anno, funziona meglio. E meglio con quella faccia un po’ così, imbranatella, era in Scusa se ti chiamo amore. Di ruoli adolescenziali però non ne può più: tra un film e una fiction, ha fatto l’assistente alla regia qua e là.
Il problema è a monte: trovare ragazzi in età da liceo che sappiano recitare, è difficile. Poi, se sono minorenni, bisogna sobbarcarsi una serie di limitazioni burocratiche, genitori, scuola, tutor… Costi. Per un Salvatores che, per Come Dio comanda, si sobbarca un casting massacrante per provare la faccia giusta di Alvaro Caleca (15 anni), ci sono quelli che barano. Filtrano, tra gli under 21, i «figli di». Sta per compiere 20 anni Federico Costantini: il padre è il regista Daniele, la mamma la costumista Agata Cannizzaro, per matrigna ha Laura Morante, ma ha iniziato – bene – a 17 anni con la doppietta Hotel Meina e Cardiofitness, film e ruoli agli antipodi, ma i più se lo ricordano per il ruolo di Rizzo la carogna di Liceali.
Facile predirgli un brillante futuro, con quella faccia, ma che non resti a scuola a vita: nel sequel che sta girando è già passato tra quelli che «non ho (più) l’età». Giovanissimo di buona famiglia cinematografica è Andrea Miglio Risi, anni 20. Il nome dice tutto: terza generazione di gente del cinema. Ha cominciato a 15 anni con qualche provino e poi è stato subito protagonista di Lezioni di volo della Archibugi. Ha fatto Grande, grosso e… Verdone. Poi una pausa di riflessione, una specie di fuga londinese per imparare la lingua e la decisione di provare a fare l’assistente alla regia volontario. Ora lo aspetta il Centro Sperimentale: ha capito che vuole recitare.
Passato anche lui dalla scuola di Verdone e poi alla «covata» dei Liceali, Emanuele Propizio, cooptato in Vacanze a Rio come figlio di Ghini. Bello, giovane e da tenere d’occhio è Emanuele Bosi: 23 anni, figlio della Smutniak e di Farnesi nel sequel del polpettone tv Questa è la mia terra, fa parte del mucchio selvaggio di Romanzo criminale (tanti gli attori che faranno parlare di sé in questo cast fluviale), protagonista dell’imminente, promozionatissimo Questo piccolo grande amore. Con lui la ventenne Mary Petruolo: debutto come Maria José bambina nella miniserie omonima, tanti ruoli di contorno in fiction varie tra cui Raccontami. Ma il film dalla canzone di Baglioni e l’accoppiata con Bosi potrebbero fare di loro i nuovi Step e Babi. È una «mocciosa» di belle speranze Michela Quattrociocche: en plein secco con Scusa ma ti chiamo amore e relativo sequel Scusa ma ti sposo amore. Sulla sua esperienza ha persino già scritto un libro autobiografico…
Altra fonte di nuovi talenti, le fiction Disney: Quelli dell’intervallo erano veri teenager scovati nelle scuole (medie, non di recitazione) e sono cresciuti con la serie: ora ha chiuso e sono liberi di volare. Il più lanciato è Jacopo Sarno: debutto a 6 anni in Io e mamma con Gerry Scotti, canta, balla, conduce, sa recitare, ha già fatto di tutto un po’ e ora è in tournée con la versione italiana del musical High School Musical. I rincalzi sono pronti: è la sitcom Chiamatemi Giò, scene di vita domestica tra un padre e una figlia tredicenne, con partecipazioni dei compagni della suddetta. Lei è Sara Santostasi. Tra gli «amici di scena» Simone Previdi: 17 anni, 4 di scuola di recitazione, fortemente motivato. Sono le ultimissime leve, vanno ancora al liceo, credono in quello che fanno. Noi speriamo che se la cavino.
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