Baglioni sfida Baglioni

By Radiocucaio

FONTE

Baglioni & Baglioni, una suite di famiglia che, pur seguendo percorsi paralleli ma separati – enciclopedici quelli di papà Claudio che ha acceso ieri sera la notte romana con la prima del tour 2009 in Piazza di Siena, in erba quelli del figlio Giovanni – stanno riscaldando il cuore della musica italiana, disastrata e in mano a una discografia senza più slanci emotivi.

L’OPERA-ROCK
Sfuggendo la facile e pericolosa agiografia dei “figli d’arte”, Baglioni junior ha pubblicato a 27 anni un bel cd acustico, pieno di virtuosismi, tutto chitarra e niente voce: “Anima meccanica”. Sta ottenendo consensi, Giovanni nei giorni, anzi nelle ore, in cui babbo ha dato il via alla sua tourneé più ambiziosa e concettuale: il Granconcerto, terzo emozionante atto del progetto QPGA, dopo il romanzo e il film.

Il concerto è diviso in due atti: il primo è una suggestiva opera-pop durante la quale ripropone “Questo piccolo grande amore” in versione 2009. Album del 1972 che ha venduto 3 milioni di copie e che Baglioni ha radicalmente riscritto, inserendo alcuni inediti (il primo si intitola “In viaggio” ed è già in radio), riproponendoli con suggestive intuizioni in un tour di 45 date che toccherà l’Arena di Milano mercoledì prossimo. La vicenda del music-show è nota: Giulia conosce Andrea durante un moto di piazza – siamo negli anni ’70 – i due si innamorano, giurano eterna fedeltà, poi lui parte per il militare e tutto finisce. «È la storia di un amore che non dura tutta la vita ma la cambia per sempre», racconta Claudio. Le canzoni sono arricchite da filmati hi-tech che scorrono su un gigantesco display trasparente in cui appare, magicamente, un’orchestra virtuale che fa da sfondo a molte situazioni.

Il secondo tempo vede Baglioni impegnato nei suoi hit più acclamati che riscaldano i diecimila di Piazza di Siena. «In Italia è raro che un artista presenti un cd che, peraltro, uscirà a ottobre, anticipandolo in un tour. Nel disco doppio troverete molte collaborazioni importanti: Giovanni Allevi, Fabrizio Bosso e Stefano Di Battista». Sono 54 i colleghi convenuti: tra questi Fiorello, Danilo Rea e Gianni Morandi.

emozioni e note
Curioso il ping-pong di emozioni e note tra padre e figlio. «Mi hanno rubato le chitarre», racconta Giovanni che ha imparato a suonare lo strumento stile Tommy Emmanuel, cioè usando le mani come fossero su un pianoforte, e poi affinato gli studi non con papà ma con Pino Forastiere. «Non ho potuto accompagnare papà in queste prime serate, ma prima o poi sarò al suo fianco. È stato il mio faro, la capacità che ha di strutturare un brano è unica in Italia. Ma, almeno, posso dire di suonare la chitarra meglio di lui! La canzone sua che preferisco? “Tutto il calcio minuto per minuto”, una delle meno celebri».

Flash su Piazza di Siena. Secondo tempo: papà Claudio si imbatte, strada facendo, in una delle sue figlie musicali più struggenti: «Avrai», composta in onore di Giovanni nella notte che seguì la sua nascita, anno 1982. Un brano nel quale elenca, al figlio, tutto quello che la vita gli riserverà: cose belle, cose brutte, gioie e dolori. A quel punto anche i salici di Villa Borghese vibrano d’emozione e cominciano a piangere.

Tag: , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento