Baglioni trasforma in Anfiteatro le strutture lasciate dal Concorso Ippico e aumenta il fascino di Villa Borghese
Tanto per cominciare l’idea di trasformare piazza di Siena in uno splendido anfiteatro all’aperto (un po’ freddo per l’umidità, ma splendido) è bellissima. Utilizzando le strutture lasciate dal concorso ippico, aggiungendo una platea con sedie e pavimentazione, oltre naturalmente al palco, è la prima volta che il cuore di Villa Borghese diventa così accogliente.
Non è la prima volta che ospita concerti, lo stesso Claudio Baglioni ha animato una delle sue notti, diventata poi l’album Alè o-ò live (anno 1982), ma nelle occasioni precedenti la piazza riceveva il pubblico in piedi, in un clima da raduno. «Quel tour – ricorda Claudio – inaugurò la stagione dei concerti negli stadi, preceduto solo da Banana republic di Dalla e De Gregori».E il ricordo è un’altra citazione in una notte fatta apposta per suggerire rimandi al passato.
E, anche venerdì 12 giugno 2009, Claudio ha fatto le cose in grande: un concerto autobiografico, quasi un autoritratto in suoni e immagini (le foto d’epoca col suo volto incorniciato di capelli e quelle più recenti da cinquantenne ancora rampante) che parte proprio da lì, dalla ”maglietta fina” della sua vita. In scena fa tutto lui, con la sua band (dove spicca la chitarra del fido Paolo Gianolio) e con un’orchestra virtuale (la Roma Sinfonietta) filmata e proiettata su un enorme schermo. Tutta la prima parte (due ore) è montata come un racconto, un concerto con tanto di overture (suonata da quattro pianisti come Rita Marcotulli, Giovanni Allevi, Danilo Rea, Stefano Bollani) e intermezzi.
Una nuova lettura di quel disco del 72 ideato come un concept album, allora tagliato per esigenze sia meccaniche (i limiti di tempo dei 33 giri), sia politiche («mi vedevano non come cantautore sentimentale più che impegnato, ma pur di fare il disco avrei accettato qualsiasi intervento») con la tentazione, ammessa, di riscrivere e intervenire con la sensibilità (e anche la preparazione) di oggi: «Sono melodie forti, perché scritte di getto. Oggi sento di avere più sapienza, ma quello scatto non c’è sempre».
Baglioni concede un’altra ora di escursioni attorno alle sue canzoni mature da Amore bello, a Avrai, a Mille giorni di te e di me, a Strada facendo, il pezzo, confessa, «che non toglierebbe mai dai suoi concerti» esclusione che in passato, invece, ha subito più volte proprio Questo piccolo grande amore.
Le altre date saranno, Milano il 17 giugno, Siracusa il 2 luglio, Torino il 17 luglio, Macerata il 19 agosto e Verona il 14 settembre.
(Marco Molendini – fonte ilmessaggero.it)
Tag: Alè o-ò, claudio baglioni, Danilo Rea, Giovanni Allevi, granconcerto, Paolo Gianolio, Piazza di Siena, Q.P.G.A., questo piccolo grande amore, Rita Marcotulli, roma, Stefano Bollani, Villa Borghese
