Fonte: “www.marioluzzattofegiz.it“
Abbiamo casualmente trovato questa recensione e ve la riportiamo
di Mario Luzzatto Fegiz
(Articolo del 7/06/2009) – Per le prime 6 tracce il disco del figlio unigenito di Claudio Baglioni ha l´aria di un ermetico virtuosismo per chitarra. Strumento che conosce meglio del padre e sul quale compone delicate e complesse armonie (pur se lo strumento d´eccellenza è il pianoforte). E´ una musica pittorica, potremmo dire una sorta di Giovanni Allevi della chitarra. Con il pregio di non indugiare in nessun stile particolare, con una certa originalità anche se mai travolgente. Giovanni Baglioni è l´esatto contrario del padre: l´architetto di Piccolo grande amore ha bisogno di 26 rette per individuare un punto con una certa sicurezza, al figlio nel bastano due, come ai comuni mortali. E riesce con pochi delicati tratti di penna, anzi di… Pennetta a definire una situazione. Un sapiente sussurro nel caos sonoro imperante.
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