Fonte: “Il Messaggero“
di Marco Molendini
ROMA (23 giugno) – L’altra sera e neppure la sera prima non abbiamo visto la tv. Eravamo ai due concerti per l’Abruzzo ospitati rispettivamente all’Olimpico di Roma e a San Siro a Milano. Una parata senza precedenti di protagonisti della nostra musica, da Baglioni a Venditti, da Zero a Gino Paoli da una parte, da Laura Pausini a Gianna Nannini, Giorgia, Elisa, Fiorella Mannoia dall’altra.
Fatti personali, si dirà. Eppure la cosa suggerisce alcune riflessioni. Tanto per cominciare non è trascurabile il fatto che, per la prima volta, superando ataviche gelosie e spiriti di concorrenza, sia da una parte che dall’altra è stata la scelta la linea dell’incontro, del confronto, dello scambio di repertorio, mettendo in campo un vero e proprio canzoniere della nostra pop music.
Insomma due spettacoloni, musicalmente belli. E, guardandoli, veniva da chiedersi: come è possibile che la tv, che tutto copre e tutto segue, sia assente in simili occasioni, per di più ispirate da reali sentimenti benefici?
Vabbè che i palinsesti sono impegnati nel replicare il replicabile e, spesso, anche l’irreplicabile, vabbè che d’estate si va avanti a botte di feste di paese, dove persino santi e patroni sono occasione di sfilate (spesso mediocri) di ospiti musicali (di profilo non paragonabile con quanto visto in queste due serate): ma davvero non c’era modo di infilare le telecamere all’Olimpico e a San Siro (dove, almeno, dodici radio hanno deciso di mandare in onda l’avvenimento). Possibile che a nessuno sia venuto in mente di proporre una collaborazione?
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